Transcript ricostruito — " Intelligenza Artificiale: quale intelligenza e quanto artificiale?" · Parte 1
Serata di martedì 10 giugno 2026, ore 20:30–22:05
Relatore: Sasso Alberto
Luogo: sala parrocchiale (via Teams per la registrazione)
Presentazione utilizzata: AI-e-Fede.pptx
📌 Per chi non ha potuto partecipare: la serata è stata un percorso guidato da Alberto Sasso — professionista ICT in Danieli — rivolto a un pubblico eterogeneo di parrocchiani (circa 45 persone, di tutte le età). Il tono è stato volutamente informale, ricco di esempi dal vivo e demo interattive. La Parte 2, prevista per il martedì successivo, si concentrerà sull'uso dell'IA per lo studio e l'approfondimento della Scrittura.
⚠️ Nota metodologica: Il transcript originale è stato catturato da un microfono con ricezione non ottimale. Le risposte del pubblico sono quasi tutte perse: si deducono solo dalle reazioni di Alberto. I passaggi ricostruiti per coerenza sono segnalati con [ricostruito]. Le incongruenze rilevate sono raccolte in fondo.
🔹 1 — Accoglienza e consenso alla registrazione
Accomodatevi. Bene, allora buonasera a tutti. Registro la sessione — è improbabile che dal cellulare [la qualità sia perfetta], però sappiatelo: se non vi va di essere registrati, posso anche smettere.
Il vostro consenso funziona così: ci sono due vie. O state zitti — così non verrete registrati — oppure, se parlerete, sappiate che la vostra voce verrà registrata. I dati non verranno condivisi con nessuno. Userò la registrazione di questa sessione solo per poterne poi fare delle cose [appunti, sintesi]. Grazie.
🔹 2 — Perché questa serata e chi l'ha voluta
È un enorme piacere vedere un pubblico così vasto — in tanti sensi: persone che vengono dalla parrocchia, colleghi, amici, persone meno giovani e più giovani [saluta qualcuno tra il pubblico].
Questa serata è stata voluta, desiderata ardentemente — come si dice in certe parti — dal signor Toni, che mi ha rotto le scatole. Toni ha iniziato a scrivermi alcune domande importanti — ed eticamente importanti — sull'intelligenza artificiale: è bene o no utilizzarla? Quando? Come? Eccetera. Io, che questo lavoro di divulgare alla fine lo faccio (più o meno), non posso rispondere uno-a-uno. Dobbiamo dibattere — e dibattiamo in più persone. Toni mi ha detto: "Ma magari parliamone insieme, a un gruppo di persone." E così facciamo queste due puntate: saranno due serate, questo martedì e il prossimo.
🔹 3 — Presentazione del percorso
(Slide 1–2: "Due serate insieme — Intelligenza Artificiale e Fede")
Io mi chiamo Alberto Sasso — non mi presento adesso perché prima c'è un altro appuntamento [nella scaletta]. "Intelligenza artificiale" — entrambe parole terribili. Terribili in senso inglese, cioè potenti: quale "intelligenza"? E quanto è "artificiale" questa roba? Cerchiamo di capirlo.
Lo scopo essenziale per noi stasera è fare chiarezza — uscire da questa riunione con le idee un po' più chiare su che cos'è questa cosa dell'intelligenza artificiale. I ragazzi giovani, super benvenuti: fate domande, ponete dubbi. I diversamente giovani, uguale. Se avete dubbi, forniteli. Questo è lo scopo.
(Mostra le slide)
La prima puntata è questa: Che cos'è l'Intelligenza Artificiale. La puntata successiva sarà: Come si usa nella fede — si può usare per la fede? Come? Vero o no? O contro la fede? Possiamo usarla come uno strumento? Questo però è la seconda, che sarà il prossimo martedì. Prima di usarla, naturalmente, è meglio conoscerla.
Devo mettere il timer perché sennò vengo fregato, come mi ha detto mia moglie accuratamente.
Ogni domanda e dibattito è libera, ma questa spiegazione è molto serrata — cioè, potenzialmente ho tantissime cose da spiegarvi, ma ci fermiamo dove serve, OK? Avete un foglietto di riferimento [handout distribuito ai partecipanti]. La prima pagina spiega — no spoiler — vi dà tre esempi di piattaforme da usare per provare l'intelligenza artificiale senza rischi. Il secondo foglio è più sulla parte pratica che faremo la prossima volta.
🔹 4 — Apertura: In principio era la Parola
(Slide 3: Giovanni 1,1)
« In principio era il Verbo, e il Verbo era presso Dio, e il Verbo era Dio. » (Gv 1,1)
In principio era la Parola — e questo conta per me, presentarvi questo: siamo all'interno di quello che è il piano di Dio per noi. Anzi, siamo molto vicini a Dio — seconda parte del versetto — anzi, siamo Dio ogni volta che usiamo la parola.
Piccolo spoiler: l'intelligenza artificiale è una macchina matematica basata sulle parole. Quindi è una creatura, una creazione dell'uomo.
La parola non è un dato, non è un'informazione e basta. La parola è anzitutto relazione. Io la sto già avendo con voi: c'è un intento, c'è il cuore della comunicazione — è relazione. Ed è per questo — credo, poi ditemi chi conosce meglio di me la Bibbia — è per questo che logos non è soltanto la parola, ma in realtà tutto ciò che porto davanti quando vi presento è la mia relazione. E qualcosa è Dio, lo dice Giovanni — è un abbraccio.
Se noi usiamo strumenti sulle parole, siamo qui dentro (in Gv 1,1) perché stiamo usando parole e dobbiamo esserne consapevoli: nel piano di Dio, la parola crea, dà vita e relazione. Partiamo da qui.
🔹 5 — L'enciclica di Papa Leone XIV
Ma chiediamoci anche: che dice il Papa? Me l'ha chiesto Toni, e mi ha detto: "Mica inizi una roba sull'intelligenza artificiale senza esserti letto tutta l'enciclica che è uscita meno di un mese fa!" Dovevo leggerla completamente.
Ovviamente vi dico subito: non l'ho letta tutta. Ma mi è bastato il primo versetto per capire in che direzione dobbiamo andare insieme oggi. L'enciclica è la "Magnifica Humanitas", uscita il 15 maggio [2026] — "La magnifica umanità, creata da Dio, si trova di fronte a una scelta decisiva" — portatevi a casa queste parole — cioè: "innalzare una nuova Torre di Babele" — Babele, guarda caso, un caos di linguaggio, chissà come mai — "o edificare una città dove abitiamo insieme, Dio e Uomo"
Anche lui [il Papa] dice: "Portate con voi l'impegno a rimanere desti." È esattamente lo scopo di questa serata. Dobbiamo parlarne. Io non vi dirò se è giusto o sbagliato, ma vi dirò cos'è. Non si fa etica senza prima aver praticato: dobbiamo sapere cos'è, e poi costruiamo l'etica.
🔹 6 — Citazione di Chomsky e la mente umana
(Slide 5: "The human mind is not a lumbering statistical engine for pattern matching." — Noam Chomsky, NYT 2023)
La mente umana non è un “goffo correlatore” — non è qualcosa dove io penso di qua e di là e poi combino le parole per convincermi che sto facendo un discorso di senso. La mente umana è molto di più. Noi cerchiamo relazione, cerchiamo significato, senso. Cerchiamo letteralmente spiegazioni che non possono essere coperte solo con le parole. La mente umana è molto più alta di quello che vedremo oggi: l'intelligenza artificiale impallidisce al confronto. Lo vedremo. Chomsky, forse il più grande linguista del secolo, ce lo dice chiaramente.
🔹 7 — Perché ne parlo io
(Slide 6: "Perché parlo io di IA")
Perché mi permetto di parlarne? perché ho sviluppato competenze nel lavoro riguardo all'intelligenza artificiale. Io lavoro in Danieli. Danieli ha iniziato un percorso sia sui dati sia sull'intelligenza artificiale da qualche anno, molto intenso. Il mio gruppo è dedicato a questi progetti. I progetti si occupano di inserire all'interno di una grande azienda di 10.000 persone l'utilizzo di questi strumenti — per esempio per il sapere, per avere più capacità, raggiungere la conoscenza.
In un'azienda così grande è tutto molto complesso, coinvolgente, variabile. Ci sono tante difficoltà tecniche. Lo faccio perché ho a cuore il lavoro dei miei colleghi, cioè c'è un rapporto. Non a caso Kevin [un collega presente in sala] è qui ed è uno dei miei colleghi. La relazione col mio gruppo è parte della mia vita lavorativa ma anche della mia vita personale. Questa personalizzazione del lavoro credo sia, per me, decisamente una mano di Dio sulla mia vita.
Quindi questo vuole essere anche una testimonianza. Non posso non condividere con voi quello che ho imparato, perché spero che con questo faremo insieme un terreno comune, un piano più alto. E vi aiuterà ad avere meno paura dove non serve e molta più paura dove serve.
🔹 8 — Sondaggio iniziale: "Conosciamoci"
(Slide 7: sondaggio a mano alzata)
Quanti di voi hanno già sentito parlare di intelligenza artificiale? Alzata di mano. Letteralmente tutti quanti — qualcuno forse era timido. Quindi è un fenomeno che sta già accadendo e che dobbiamo leggere.
Quanti di voi l'hanno usata — sapendo che la stavano usando, almeno? Circa la metà.
Quanti di voi la usano almeno una volta a settimana, consapevolmente? Circa 10 persone. Siamo in circa 45, per darvi dei numeri.
Cosa vi aspettate da questa sera? Liberi di intervenire.
[Dal pubblico: "Capire"] — Sì, capire. Benvenuti!
[Dal pubblico: "Delineare dei confini, capire dove è giusta e dove è sbagliata"] — Perfetto. Capire se è sbagliata, se è giusta. Molto bene — non lo faremo [in modo assoluto], ma vedremo dove aver paura e dove no. Vi darò un sacco di informazioni.
[Dal pubblico: "Quanto costa?"] — è un buon obiettivo, sì, vediamo, vediamo.
[Dal pubblico: "Capire come funziona"] — L'ingegnere [riferito a qualcuno] vuole capire che cos'è e come funziona. Non possiamo scegliere senza conoscere, no?
🔹 9 — Apriamo la scatola: Che cos'è veramente l'IA
(Slide 8: "Non è magia, non è un cervello: è matematica applicata alle parole")
(Slide 9: "Dal Machine Learning agli LLM")
Partiamo. Adesso sarà un piccolo mattoncino, ma cercherò di portarvi degli esempi pratici, anche utilizzandola. Cerchiamo di usare il minimo dei tecnicismi, ma devo spiegarveli, così evitiamo ogni dubbio. Fate domande, tranquilli.
Machine Learning
Il primo tema è: che cos'è veramente l'intelligenza artificiale? È in inglese — userò tantissimi inglesismi, perdonate, lavorando nell'informatica sono maledetto da questo terribile anatema.
"Intelligenza artificiale" è una buzzword — una parola di comune utilizzo che gira tra le persone e viene usata senza consapevolezza. Esiste — credo sia stata teorizzata in senso matematico — alla fine dell'Ottocento. Il primo aspetto è quello che viene chiamato Machine Learning: la capacità delle macchine di imparare. O meglio, tutti quegli artifici matematici e informatici che permettono a una macchina di essere allenata — come un uomo. Io ti spiego che devi andare da qui a lì facendo tre passi, e il robot eseguirà. Questo si chiama machine learning.
Esiste da sempre nell'automazione, esiste dalla fine del secondo dopoguerra — non veniva fatta digitalmente, si faceva con sistemi elettromeccanici. Non importa il dettaglio in questo contesto. Esiste da molto: si può insegnare alla macchina, per esempio con le valvole. Non servono computer.
Se le macchine possono imparare, si possono fare cose meravigliose. Per esempio: molti di voi hanno un cruise control, la guida intelligente di un'automobile. Mettete 70 km/h ed arriva a 70 km/h. Lo fa perché dietro ha un algoritmo di machine learning che gli ha insegnato che se va a 71 deve ritornare a 70. Molto semplice — è anche un po' più complicato nella realtà.
Deep Blue e Deep Learning
[Nota redazionale – in realtà la tecnica usata da Deep Blue non era Deep Learning moderno ma search + evaluation. Ho errato per “semplificare” - il vero DeepLearning si incontra nei sistemi di visione e di riconoscimento vocale]
1996–98: Kasparov viene battuto da un computer [Deep Blue]. Cosa fa questo computer? Non solo ha imparato a giocare a scacchi — poteva fare mosse base — ma è stato allenato con una tecnica [di apprendimento profondo]: impara molto di più. Impara gli schemi, impara a prevedere le mosse, perché gli sono state date in pasto tutte le partite che fino ad allora erano state giocate.
Il Deep Learning è una macchina molto complessa matematicamente: sono tanti piccoli "cervellini" — è stata modellata originariamente sulla forma ipotetica del cervello umano (poi abbiamo scoperto che non era esattamente così, con le neuroscienze). Tanti piccoli cervellini che fanno ciascuno una piccola cosa. Per esempio, nella visione: permette di riconoscere un cane da un gatto, o una capra da un cavallo.
Come lo fa? Guardando un'immagine: ci sono macchine che guardano i colori, macchine che guardano i bordi, macchine che guardano le campiture, macchine che guardano la forma, macchine che guardano gli arti — per esempio la coda, il corpo. E alla fine, il corpo di un gatto è diverso dal corpo di una capra. Questo — dal semplice al complesso — è il Deep Learning: il bordo lo riconosce anche un bambino; il corpo è più difficile da definire, ma se ho un insieme di bordi e campiture, posso capire il corpo.
Sappiate che le macchine di Deep Learning di oggi, quelle in applicazione, hanno miliardi di "cervelli" in rete — miliardi. Siamo vicini alla dimensione del cervello umano.
LLM — Large Language Model
E cosa è successo? Il boom dell'intelligenza artificiale — quello di cui oggi sentite parlare ovunque — da dove è nato? La genialata è stata applicare [il Deep Learning] alle parole.
Quante parole abbiamo salvato nel web e nelle nostre biblioteche negli ultimi trenta quarant'anni? Quanto abbiamo scritto, raccontato? Quante volte ci siamo confrontati, abbiamo dibattuto sui forum, su Internet? Quante tesi sono state pubblicate?
Non c'è più Deep Blue che ha battuto Kasparov. Abbiamo preso tutto il sapere umano che era su Internet, tutto il sapere che era nelle biblioteche. Lo abbiamo pulito, curato — certe cose scartate, certe cose mantenute, certe valevano di più, certe di meno — e l'abbiamo dato a enormi macchine che hanno migliaia di miliardi di terminazioni. Tra virgolette "nervose" — non è un cervello, è una macchina matematica.
Siamo al Large Language Model — si chiamano LLM. Sono le intelligenze artificiali di cui oggi sentite parlare.
Volete un brutto esempio? Qualcuno di voi ha Alexa a casa? Alexa non capisce un tubo. La differenza tra prima e dopo questa innovazione è la differenza tra Alexa e le intelligenze artificiali moderne che qualcuno di voi ha già utilizzato, con cui magari potete parlare. Questa è la differenza: una non capisce un tubo, gli altri fanno cose pazzesche. E andiamo a vedere cosa.
🔹 10 — Come funziona: "Mette una parola dopo l'altra"
(Slide 10: Embedding, vicinanza, previsione statistica)
Cosa fa questa macchina matematica? È una cosa così semplice che fa paura.
"Il gatto è nel…" — [dal pubblico più persone: "sacco!"] — Come fate a saperlo? Cosa avete fatto? Avete detto la parola più probabile. La prossima?
"Il panino è su…" — [dal pubblico: "tavolo!"] — Approviamo.
Funziona così. Questa macchina matematica fa esattamente questo: indovina la parola più probabile da scrivere dopo, e così via, una alla volta.
Demo: completamento di frase con ChatGPT
Ho tre piattaforme — sono scritte nel foglietto, non importano i nomi adesso. Vado su ChatGPT, super famoso. Ditemi voi una frase che lui deve terminare.
[Dal pubblico: "Oggi è una bella giornata"] — Mettiamo i puntini… "Oggi è una bella giornata…" Vediamo.
Risultato: "Oggi è una bella giornata, il cielo è limpido e una leggera brezza…" e così via.
Le prime intelligenze artificiali rispondevano esattamente con una parola sola — la più probabile. Adesso generano frasi intere.
Embedding: le parole nello spazio
Come lo fa? Gatto e cane sono vicini o lontani [nel significato]? [Dal pubblico: "Vicini"].
E idea e pizza? [Dal pubblico: "Lontani"] — Più lontani. Come lo potete sapere? Molto probabilmente siamo tutti d'accordo. Tutti noi siamo stati in qualche maniera condizionati a saperlo. Sapete come? Migliaia e migliaia e milioni di conversazioni ascoltate fin da quando eravamo nella pancia della mamma.
Queste macchine fanno esattamente questo: sono macchine matematiche in cui infilo con una carriola 100 parole e lei butta fuori altre parole — quante non so, è statistico — mettendo la più vicina, o l'altra che segua il senso comune.
Noi siamo rimasti incredibilmente meravigliati di quanto questo ci sembra intelligenza. Talvolta io mi chiedo: forse anche alcuni miei conoscenti funzionano così? [risate]
L'idea geniale sta nel fatto che qualcuno ha pensato che ogni parola — o meglio ogni sillaba, quello che sentirete chiamare token (per esempio "cane" è fatta da due sillabe, due token) — ha una posizione nello spazio. Per esempio, cane: 3, 6, 8.
Ma come fa un computer a calcolare la distanza? Con cosa si rappresenta il mondo tridimensionale? Sta calcolando distanze tra punti. Quindi, quando sentite parlare di schede grafiche — i più giovani adesso hanno capito il perché: non serve un processore normale, servono le GPU (graphical processor unit) per calcolare distanze tra punti nello spazio.
Mi trovo in una condizione di poter calcolare matematicamente cose che per noi invece hanno senso — ma mi avete appena dimostrato che anche voi avete un meccanismo del genere.
La semantica è più profonda della grammatica
Incredibilmente, questo non basta — perché la semantica (o la semiotica) dimostra che il posizionamento del senso delle parole è molto più profondo della grammatica. La semantica permette di capire che i concetti fanno più parte del senso che dell'espressione della parola. Come sa chiunque abbia letto la Parola sacra: la parola è profonda perché è [anche] semantica — una parola ti può portare a un punto [di comprensione profondo].
Ed è per questo — piccolo spoiler — che questi sono strumenti pazzeschi per chi vuole approfondire la Parola con la P maiuscola.
[Domanda dal pubblico, un'IA allenata su un dominio può fare cose diverse ?]
Assolutamente no: il Deep Learning è assolutamente specifico del contesto su cui è stato allenato. Il motivo per cui fino a questa rivoluzione non riuscivamo a far muovere i robot umanoidi — quelli che vedete adesso su tutti i video — è che prima si insegnava a camminare, sciare, saltare, ballare in modo rigido.
La Cina ha imparato che invece di insegnare movimento per movimento, si possono usare modelli linguistici per insegnargli cosa devono fare. E i robot hanno iniziato a imparare esattamente come i bambini: provando, sperimentando, e portando alla memoria i movimenti giusti. Questa è stata una rivoluzione. I droni: circa la stessa cosa.
[Altra domanda: "Ma quel computer che ha battuto Kasparov poteva fare altro?"]
No, quel computer era specifico: conosce solo gli schemi degli scacchi, punto. Non può dedurre.
🔹 11 — Più canali: la multimodalità
(Slide 11: Testo→testo, Voce↔testo, Immagine→testo, Testo→immagine)
Abbiamo parlato di parole, ma mi interessa farvi capire che vale uguale per tutto il resto. Se prendo immagini e le trasformo in vettori (posizioni nello spazio), posso dividerle in tanti pezzetti. Un'immagine altro non è che un racconto in forma di immagini; un video è una sequenza di immagini; un parlato è una sequenza di suoni.
Quindi prendo qualsiasi di questi oggetti, li faccio a pezzettini, li metto nello spazio in un enorme modello. E che cosa posso fare?
Posso parlare e lui scriverà le parole che dico, riconoscendo i suoni.
Al contrario, posso scrivergli del testo perché lui parli.
Quindi posso anche parlare e ricevere una risposta a voce.
Posso chiedergli di generare un'immagine — per esempio una bellissima locandina per un evento sull'intelligenza artificiale in parrocchia, e lui lo farà.
Posso chiedergli di descrivere cosa sta succedendo in un video — per esempio, ha visto un uomo per terra in un impianto industriale: "uomo a terra", si dice in gergo nella sicurezza industriale. Lo si può vedere da una telecamera e può essere lanciato un allarme per chiamare immediatamente i soccorsi, prima che qualsiasi occhio umano lo veda.
Questi sono i "più canali" — l'intelligenza artificiale non si limita alle parole, ma il meccanismo è lo stesso.
Demo: generazione immagine
Volete vedere che fa un'immagine? Ditemi qualcosa da fargli fare. [Dal pubblico: "Un tramonto in Calabria"]
Uso Copilot — nel caso vi venisse la voglia, vi ho messo Copilot [nel foglietto] perché è una macchina di cui mi fido. Dovete accedere [con un account]: se accedete, quel luogo lì è protetto. Se accedete in un luogo che è libero, state sempre molto attenti. Questo vale in generale: se è gratuito, di solito il rischio è dietro l'angolo. Quindi state molto attenti ai posti dove andate. Se avete paura, non fatelo: la cosa più sicura.
"Fammi un'immagine di un bel tramonto in Calabria." E adesso si prenderà il tempo. Qua sta usando una macchina di intelligenza artificiale — sempre matematica — che prende parole e le sta trasformando in immagini. Stesso meccanismo: se gli chiedessi di citarmi Dante dall'Inferno, prenderebbe i versi più probabili per quella frase.
Nota per i giovani: Quando voi fate l'autenticazione doppia-tripla sui siti web e state scegliendo quali sono i semafori, quali sono le motociclette [nei CAPTCHA] — state allenando una macchina di visione che serve per Tesla o per altre macchine a guida autonoma, che devono riconoscere quegli oggetti. Quindi state facendo il meccanismo opposto a questo.
🔹 12 — Non ricorda: tiene il contesto
(Slide 12: "Stessa chat = tiene il filo / Nuova chat = riparte da zero")
Non ricorda! Fino a pochi mesi fa, non ricordava per niente. Tutte queste macchine sostanzialmente si ricordano solo della conversazione che fate con loro — come un amico con un'enorme incapacità di memoria: lo ritrovi dopo due ore e non si ricorda più di chi sei.
La parola chiave da portare a casa è il contesto. Per l'IA è importante sapere in che limiti siamo, in che perimetro siamo. Questo prende la forma di una conversazione: una conversazione su un argomento verrà ricordata dall'intelligenza artificiale. Cambiate conversazione → non si ricorda più niente.
Ora, le aziende più avanzate si sono inventate che, ogni tanto, quando scrivi cose importanti, l'IA le mette in una sorta di memoria — è semplicemente un pezzo di testo che tiene nella pancia, e ogni volta che apre una nuova conversazione se lo riprende. Così, se si è "ricordata" che Alberto Sasso è una certa persona, lo saprà da lì in poi. Non è coscienza, non è memoria: è un trucco per aggiungere quel pezzo di informazione all'inizio della conversazione.
Come funziona la finestra di contesto
Quando gli ho scritto "Oggi è una bella giornata…" e poi "Prosegui": cosa ha fatto? Sapete cosa fa? Non ha memoria. Io non gli passo solo "Prosegui": gli passo tutta la conversazione. La seconda volta, lui non risponde a "Prosegui" — risponde a tutto quello che è successo prima.
Capite che alla centesima domanda il discorso è così lungo che non sta da nessuna parte. Quindi le intelligenze artificiali moderne prendono, semplificano e passano [una versione compressa] al modello.
Consiglio pratico: se fate conversazioni lunghissime, l'intelligenza artificiale degrada — man mano che si allunga la conversazione, risponde sempre peggio. Si dimentica i primi pezzi, fa disastri. Ci sono tecniche e situazioni che vi permettono di evitarlo, ma il meccanismo è questo: tutta la conversazione viene ogni volta passata.
Tra l'altro, lui sa esattamente che era Alberto a chiedergli e lui a rispondere: conosce i ruoli di questo gioco, conosce molto bene la dialettica.
[Domanda dal pubblico, perché dici che è importante autenticarsi?]
Per riconoscere me: la prossima volta che ritorno lì, lui sa che sono io. Sì, è importantissimo aver cura [dei propri dati]. Perché non è tanto per avere risultati migliori, ma quando sei in forma anonima, i tuoi dati — quello che scrivi — possono essere usati per qualsiasi cosa sul web.
[Domanda: "C'è un costo per l'identificazione/il servizio?"]
Può esserci un costo, sì. Come sempre, per qualsiasi servizio, vanno lette le condizioni di utilizzo – se non le conoscete già.
🔹 13 — Mentre parli, non impara
(Slide 13: "Durante la chat non sta imparando da te")
Mentre parli, non impara. Se voi siete dentro una chat, questa macchina matematica non impara automaticamente. È già stata allenata con talmente tanti miliardi di testi che la vostra conversazione non conta più. Non serve a nessuno. Non verrà allenata, non imparerà il vostro discorso.
Per “farla imparare” servono un sacco di soldi e serve rieducare una macchina matematica complessissima che è costata milioni a OpenAI, Microsoft, Google — tutti quei grandi lì. Non è che se arrivate e fate la domanda chiedendo se la fragola è viola, lui si rovina andando a “imparare” la vostra domanda. No.
Però cosa può imparare? Può imparare, per esempio, che a voi piace o non piace qualcosa — se mettete il pollice su o giù alla fine della risposta. Può imparare che Alberto Sasso, che vive in Italia, chiede della pizza e non del sushi. Può imparare varie cose. E un domani, questa conversazione che avete fatto + 3 miliardi di conversazioni fatte in quell'anno potrebbero essere riutilizzate e ripulite per migliorare il modello.
Il problema del diritto d'autore
Come ci si protegge? Perché, per esempio, io potrei decidere di scrivere una poesia e di fargliela correggere. E se questa poesia rimanesse nella macchina matematica e potesse riemergere? E qualcun altro sfruttasse i miei versi — perché inizia a completare un verso esattamente con le mie parole — sarebbe plagio.
Io non vorrei che quella poesia venisse usata. Di questo si inizia a discutere in musica, in poesia, nella ricerca — qualsiasi cosa. È un tema enorme. Queste macchine vengono allenate con enormi sforzi economici — un sacco di corrente, che oggi come sapete costa tantissimo — sfruttando questi contenuti. Ma il contenuto di chi è? Primo punto etico, portatevelo a casa. Io la risposta non ce l'ho, però ho dei punti che poi vi condividerò.
🔹 14 — Quando va a leggere le fonti
(Slide 14: "Alcuni strumenti possono cercare su internet")
Quando io scrivo "Cosa è successo ieri in Italia?" — chi sta rispondendo? Non è il modello direttamente: il modello è stato allenato probabilmente sei mesi fa. Come fa a sapere cos'è successo ieri? Legge Internet, legge i giornali, guarda. Queste macchine non si nutrono solo di quello che gli date voi, ma anche di quello che possono trovare in giro.
(Demo dal vivo: chiede "Cosa è successo ieri in Italia?" e il sistema risponde citando fonti)
E sta facendo una cosa essenziale — cosa che non facciamo mai quando siamo al bar: cita le fonti.
Perché è essenziale citare la fonte? Perché il nostro meccanismo di fiducia è importante. Se arriva uno e vi dice qualcosa, vi fidate? Siamo sensibili. È necessario citare da dove viene l'informazione. Pensatelo quando lo useremo sulla Bibbia: se non citasse, qual è il contesto di cosa sta dicendo? Chi ha detto quella cosa?
[Domanda: "Può inventarsi una fonte?"]
Assolutamente sì — può inventarsi una fonte, perché è una macchina statistica. Non è una macchina del vero.
Come faccio a sapere che sta dicendo la verità? Cerco se è una cosa inventata, faccio così: clicco sulla fonte. Lui mi deve portare a quel documento. Se non arrivate al documento, quell'informazione è falsa. È come lo scemo del villaggio che viene a raccontarvi cose — verificate.
🔹 15 — L'allucinazione
(Slide 19: "Quando inventa con sicurezza qualcosa di falso")
L'allucinazione viene chiamata così in gergo tecnico. La parola è sbagliatissima — non è che "vede delle cose". Semplicemente è un errore: si inventa cose. Perché si inventa cose? È una macchina matematica creata dall'uomo per dare risposte. Credete che non vi dia risposta? Come facevate voi quando il professore vi interrogava e non sapevate la risposta? Il contesto vi forzava a dare una risposta comunque — e le inventavate. L'IA è sotto continua interrogazione.
Più andiamo avanti, più il tempo passa, più quello che vi sto spiegando cambierà — perché le macchine vengono continuamente migliorate.
🔹 16 — Il reasoning: ragionamento a passi
(Slide 15: "Alcuni modelli ragionano a passi prima di rispondere")
Se è vero che l'intelligenza artificiale sa mettere una parola dopo l'altra, sa anche fare una cosa in cui noi siamo eccellenti — tutti i grandi pensatori lo fanno — è riflessiva. È capace di fare domande a se stessa?
Sì: è una macchina in cui butto dentro parole e vengono fuori parole — e chi dice che quelle parole devono venire da me? Posso fare il loop: posso far sì che si faccia domande da sola.
Per esempio, quando in ChatGPT non vi ha detto semplicemente "il dato è sul tavolo" ma vi ha dato la frase più probabile completa — cosa ha fatto? Ha capito il nostro intento? Sì, per farlo c'è un modello prima della risposta a cui è stato detto: "Quando ti faranno una domanda che non si capisce bene — se è una domanda seria, rispondi dritto; se non è seria o non si capisce, devi prima capire di cosa si tratta. Fatti due domande, chiediti cosa vorrà dire, chiediti qual è il contesto. Se non sai, fagli una domanda tu invece di rispondere." Tutte cose che noi umani sappiamo fare!
Questo viene chiamato reasoning — cioè ragionamento. Non è una risposta diretta, ma un modello linguistico che prima ci pensa bene, si dà delle risposte, e nelle ultime straordinarie soluzioni sul mercato non solo ragiona, ma pianifica la conversazione successiva. Pensa che la conversazione potrebbe andare verso una certa direzione, quindi ti propone alternative o ti fa domande.
Con questo ci ha fregato totalmente — perché sembra un essere umano. Ma non lo è: è sempre una macchina semplice che fa domande a se stessa finché non trova un contesto giusto.
La tendenza a compiacere (sycophancy)
Lo scopo non è "convincerti" — è darti risposte buone. Ma siccome noi non abbiamo imparato a fare domande precise in tanti anni, purtroppo tocca a lui/lei [compensare]. E in un certo contesto, gli è stato insegnato a farti felice: le intelligenze artificiali "buone" — per esempio quelle pensate per noi consumatori — hanno uno sbilanciamento verso l'accontentarti piuttosto che darti contro. Sono sbilanciate. Avrete provato? chi l'ha provato?
Le piattaforme tecniche sono state epurate di questi comportamenti. Ma le tre piattaforme che vi ho dato [nel foglietto] fanno reasoning: non vi mettono una parola dietro l'altra, ma vi danno risposte parecchio complete e spesso anche molto pompose. Se non ci piace la risposta, si può dire: "Riscrivi in maniera diversa" oppure spiegargli cosa vogliamo.
🔹 17 — Il prompt: la tua richiesta
(Slide 16: "Più la richiesta è chiara, migliore è la risposta")
Se questa è una macchina matematica che ingerisce parole e produce parole in uscita, allora noi dobbiamo essere chiari sulle parole in ingresso. Sappiamo cosa vogliamo? La risposta non la conosciamo, ma sappiamo il contesto, sappiamo l'obiettivo, sappiamo a chi serve.
Non sono capacità di utilizzo di strumenti informatici: sono capacità di comunicazione. Si insegna nella comunicazione assertiva — sono le stesse abilità. Quando abbiamo una persona davanti, abbiamo tantissimi altri canali per far vivere la relazione. Con questa "schifezza matematica" la relazione è funzionale, ma dobbiamo spiegargliela.
Esempio: "Spiegami in 5 righe la differenza tra clima e meteo, con un esempio." Vedete? Non ho detto solo "spiegami la differenza tra clima e meteo" — sarebbe arrivata una risposta in due parole. Ho aggiunto: "in 5 righe", "con un esempio". Questo è un prompt più specifico.
🔹 18 — La usi già ogni giorno
(Slide 17: "La incontri ogni giorno")
Dove la state già incontrando, l'intelligenza artificiale? [risposte dal pubblico]
Translator: parla bene tutte le lingue del mondo. Tra l'altro, "cat" e "gatto" stanno vicini anche nell'intelligenza artificiale — i linguaggi vengono un po' appiattiti. [Qualcuno menziona l'ebraico] — Sì, ebraico compreso.
Mappe e navigatore: il percorso migliore leggendo il traffico.
Correttore del telefono: quando scrivete "mazzo" e sbagliate la prima lettera, il correttore vi corregge.
Riconoscimento facciale: se avete cellulari [moderni], riconosce la vostra faccia.
Pubblicità mirata: nominate "letto matrimoniale" una volta e da quel momento i vostri social sono pieni [di pubblicità di letti] come non ci fosse un domani. Chi lo fa? L'intelligenza artificiale che ha registrato la vostra maledetta voce quando dicevate "matrimoniale" [o qualsiasi altra parola], e con un algoritmo vi sta proponendo un prodotto correlato. È intelligenza artificiale.
Spotify: qual è la prossima canzone che vi propone? La più probabile — quella che vi farà restare ad ascoltare. Perché se vi mettesse Nino D'Angelo e non vi piacesse, non ascoltereste più.
Finanza: da un sacco di tempo è esclusivamente nelle mani delle macchine. I trade sono nelle mani delle macchine da almeno 10 anni. L'uomo pilota così [ad alto livello], non come si faceva una volta passando pizzini in borsa. E la domanda è: abbiamo il controllo perfetto di come va la finanza globale? Ci si deve porre la domanda.
Guerra: la guerra in Ucraina è combattuta quasi esclusivamente da macchine pilotate da intelligenza artificiale. Macchine contro macchine nella maggior parte dei casi — droni contro droni: droni aria, droni terra, droni sottomarini. Conviene, è più affidabile avere una macchina. L'intelligenza artificiale di guerra che uccide non è la stessa che usiamo noi — ma la matematica che ci sta dietro è la stessa. I sistemi di puntamento sono machine learning o deep learning.
Per fortuna con alcune tecniche come la blockchain si potrebbero creare governi di processi che permettono di controllare queste bestie. Lo stiamo facendo? Assolutamente no.
🔹 19 — I rischi: deepfake e barriere di sicurezza
(Slide 20: "Deepfake e barriere di sicurezza")
Non facciamoci fregare. Mi avete già dimostrato che ci sembra intelligente — non è intelligente. Finora sono stato molto negativo perché voglio che capiate che questa roba è matematica. Perché dovrebbe servire? Lo vediamo alla fine. Ma mi interessa catturarvi con queste paure.
L'allucinazione
L'allucinazione l'abbiamo già vista: dice fregnacce. Lo fa sempre di meno, ma il libro sulla storia degli ebrei [citato come esempio di fonte inventata dal pubblico] non l'abbiamo ancora trovato — o forse non è ancora stato scritto. Magari lo scriverà lui.
Contenuti generati e deep fake
Tantissime cose che ascoltate sui social — ascoltate: sono fatte da macchine, non da gente che vi sta dando il cuore scrivendo una canzone. Sappiate, ho amici che non distinguono una canzone fatta dall'IA da una canzone fatta da un essere umano. Ragazzi, imparate ad ascoltare. Se no avremo super macchine che fanno arte e noi che puliamo i bidoni dell'immondizia. Forse è meglio il contrario.
Un altro super rischio? Video che sono così realistici da essere indistinguibili da video reali.
I deep fake funzionano così: si allenano intelligenze artificiali a riconoscere i volti — soprattutto i famosi, gli attori, i politici — che hanno immagini dappertutto, in ogni angolazione. Possono replicarne tutti i suoni, tutte le parole.
Esempio reale da una azienda reale: ad un amministratore delegato è successo che hanno copiato la voce e hanno fatto pagare delle fatture, dei bonifici, a un top manager — al telefono. Dietro c'era una persona che non aveva quella voce, ma parlava tramite l'intelligenza artificiale simulando la voce perfetta dell'amministratore delegato. Questo si chiama deep fake.
Come difendersi
Come ci si difende? Qualsiasi età abbiate, dovete saperlo. Come faccio a sapere se una lettera è stata inviata veramente da un amico e non da un impostore? Chiamo l'amico. Uso un canale diverso da quello di ricezione. Se arriva qualcosa — verifico. Se è implausibile o anche poco plausibile — verifico.
Io sapete cosa faccio? Siccome fare così per tutte le chiamate che ricevo significherebbe perdere due ore al giorno: basta, non conosco il numero, non rispondo. Mi arriva una mail di cui non conosco l'origine? Non rispondo. Mi troveranno con un altro canale, verranno in contatto con me. Non voglio esagerare, ma soprattutto voi che siete inondati [di comunicazioni] — non fatevi fregare. Ve l'assicuro: secondo me in questo momento l'80% delle cose pubblicitarie sono fregature, truffe.
Gli avvisi veri hanno dei canali ufficiali — per esempio le applicazioni certificate dello Stato – ad esempio l’applicazione IO o SESAMO. Potete fidarvi solo di quelle. La blockchain è l'unico modo che abbiamo per far sì che quelle piattaforme non vengano bucate o contraffatte da hacker — è l'ultimo baluardo di verità. Dovete cercare la fonte giusta. Piuttosto andate di persona agli sportelli e pretendetelo.
Io non guardo il televisore, sapete perché? Perché è tutto fritto — tutto deep fake. Ci sono tantissimi video deep fake sui social. Non dovreste neanche guardare quelle robe — uno su due è finto, fatto con l'intelligenza artificiale. Non lo distinguerete se non avete l'occhio.
Barriere di sicurezza
Ci sono barriere di sicurezza. Per queste macchine matematiche, quando vi vengono offerte come servizi, potete esigere [garanzie]. Dovreste rompervi le scatole a leggere tutte le condizioni — lo so, non è un segreto che nessuno le legge — e poi pretendere che ci siano delle barriere di sicurezza.
Questo è al contempo una tranquillità e dall'altra una cosa angosciante. Se io uso l'intelligenza artificiale e sono un medico per le diagnosi, ho bisogno di poter usare certi termini anatomici – per esempio “pene” — ma non posso usarli nelle chat normali, perché c'è una barriera che impedisce l'utilizzo di parole sensibili. E come fa il medico? Gli viene dato un modello dove quella parola può essere utilizzata.
Ma allora esistono modelli su cui si possono togliere le barriere di sicurezza? Sì, ragazzi, sono macchine matematiche — possiamo fare quello che vogliamo. Se Internet è pieno di contenuti come "come costruire una bomba" e non mettiamo la barriera di sicurezza, è ovvio che tutti potranno chiedere quell’informazione. Sta a noi.
Nessuna coscienza
Questo oggetto non ha coscienza. Voglio ribadire e appesantire il concetto: è una macchina matematica. Computer, cellulare? No coscienza. Non abbiamo ancora capito neurofisiologicamente cos'è la coscienza — non lo sappiamo, abbiamo solo ipotesi neanche verificabili. Quindi l'IA non vi risponde perché le state simpatico o antipatico — non c'è un "io". Bisogna guidarla.
Regolamentazione
L'Europa si è mossa prima sulle sicurezze, prima ancora che sull'utilità dell'intelligenza artificiale. La Cina ha fatto il contrario: aveva prima l'intelligenza artificiale e da meno di un anno ha stabilito alcuni regolamenti che stanno evolvendo.
Per esempio, DeepSeek — l'intelligenza artificiale cinese — aveva contenuti che violavano il copyright europeo. Appena arrivata in Europa, è stata bloccata nel giro di due settimane: non rispondeva più. L'abbiamo bloccata. Non è importante cosa fanno queste cose — è importante cosa facciamo noi per governarle.
La politica deve dire come va fatto, nel senso di cosa è necessario per il bene pubblico: questione di etica e di regolazione legislativa. L'Europa l'ha già fatto: si chiama AI Act — l'Atto dell'Intelligenza Artificiale — che definisce tutte le regole, i registri, i protocolli, le procedure e i doveri di chiunque metta sul mercato l'intelligenza artificiale.
Per esempio, Copilot (nella figuraa di Microsoft) ha un copioso protocollo che garantisce alcuni aspetti: i dati non vengono usati per allenare il modello, i tuoi dati vengono conservati solo per il tempo necessario all’elavorazione, le tue conversazioni rimangono tue e non vengono condivise con nessun altro.
🔹 20 — Guidarla a fare ciò che vuoi
(Slide 21: "Dalle un ruolo / Passo dopo passo / Chiedi le fonti / Correggila")
Come possiamo istruirla? Vediamo.
Dalle un ruolo: sfruttatela — è una macchina nata e istruita su tutte le conversazioni umane. Non ha un "io" ma ha tutte le sensibilità semantiche e dialettiche. Se la pilotate più da una parte o più da un'altra, reagirà in maniera diversa — quasi come gli uomini — perché su conversazioni umane è stata allenata.
Dalle un contesto: "Fai da insegnante di storia e spiega a un ragazzo di 18 anni in che maniera la Seconda Guerra Mondiale si è sviluppata." È diverso se non le dici "fai da insegnante di storia", perché avrà un altro approccio, un altro modo di parlare.
Io i primi sei mesi praticamente non ho fatto niente con l'IA — mi sono divertito a capire come reagiva, perché è come avere davanti mille persone diverse che danno risposte diverse, ma puoi provare tutte le risposte. Fantastico, da un certo punto di vista, se ti piace la comunicazione.
Come difendersi dalla compiacenza e dalle deviazioni
Abbiamo tre modi tecnici per salvaguardarci da Intelligenze Artificiali “sbilanciate” o “allenate male” con malafede:
Molte intelligenze artificiali oggi sono open source — il loro codice è pubblico. Chiunque può verificare. Posso fare la stessa domanda a un'IA proprietaria e a un'IA pubblica e vedere se le risposte coincidono.
Eticamente possiamo creare dei comitati che verificano e scartano — mettere in lista nera [modelli o comportamenti pericolosi].
La politica deve regolare: chi è capace di farlo? La politica deve dire cosa è necessario per il bene pubblico.
🔹 21 — Demo dal vivo: la Divina Commedia in stile anime
(demo interattiva)
Procediamo con un esempio. [Dal pubblico: "Spiegami la Divina Commedia"]
"Spiegami, come a un bambino di 10 anni, l'intera Divina Commedia in meno di 30 parole."
Risposta: "Un uomo viaggia nell'inferno, purgatorio e paradiso, incontra anime e angeli, impara il bene e il male, capisce come vivere con…"
Aspetta — capite cosa ho fatto? Gli ho dato un contesto anche abbastanza speciale, gli ho dato un formato su cui volevo la risposta.
Adesso: [Dal pubblico: "Fallo scritto in stile giapponese, come gli anime!"]
Cosa sto facendo? Non ho sbagliato niente — ho cambiato la domanda, come dicevamo prima.
Risposta: "Un ragazzo coraggioso scende in un inferno pieno di mostri, scala montagne di anime in pena, vola tra le stelle e angeli e diventa il campione della luce."
Però non sono sicuro che mi piaccia. Attenzione, passo dopo passo: "Fammi tre domande, una alla volta, e solo alla quarta dammi una versione più attinente."
Cosa sta facendo? Non sto aspettando solo una risposta — lo sto programmando: gli sto dicendo come fare.
Vediamo se reagisce:
Domanda 1: "Vuoi che la storia sia più avventurosa e piena d'azione, oppure più magica e misteriosa?" — Intanto, vedete che è una macchina matematica quasi perfetta? Cosa sta facendo? L'antico trucco della comunicazione: domanda chiusa — è più facile per l'utente.
Domanda 2: "Vuoi che il protagonista sia un eroe umano normale o con poteri speciali dell'anime?" — [Dal pubblico: "Normale"]
Domanda 3: "Preferisci che il tono sia più epico e serio, oppure ironico e scanzonato?" — [Dal pubblico: sceglie ironico e scanzonato]
Domanda 4 [la risposta finale]: "Un ragazzo normale attraversa inferno, purgatorio e paradiso, incontra anime assurde, demoni buffi e angeli strani in un viaggio ironico pieno di prove e scoperte sul bene."
Ha usato le stesse parole di prima — ha "pasticciato" anche la conversazione precedente. Avete riconosciuto dei tratti di testo, parole che aveva usato prima.
🔹 22 — Le regole del buon prompt
(Slide 22: Contesto, Compito, Formato, Per chi, Verifica)
Contesto: dì di cosa stai parlando e per quale scopo.
Compito: spiega chiaramente cosa vuoi ottenere.
Formato: "In 5 punti", "in una tabella", "in parole semplici", "come immagine".
Per chi: "Per un gruppo di adulti", "per dei ragazzi", per un novellino, come se parlassi ad un esperto in materia...
Verifica: chiedile sempre di citare le fonti e di ricontrollare da solo.
Nota a latere: Conosce benissimo i linguaggi strutturati [rivolgendosi ai ragazzi in sala] ragazzi, linguaggi come Markdown, HTML, quelle cose "da nerd" — dovete imparare a conoscerli. Se oggi non imparate come si scrive in Markdown, come si legge l'HTML o l'XML, domani non potrete fare alcun tipo di lavoro. Trust me, credetemi. Imparate quelle quattro cavolate per il vostro futuro
Come si leggono le condizioni di utilizzo di una piattaforma che ha 50 pagine di EULA? "Dimmi 10 punti che hanno senso per me, che sono uno che deve usarla in questa maniera." Ecco un uso pratico.
Chiedi le fonti: l'abbiamo già detto, anzi me l'avete detto voi — chiedete sempre le fonti se cercate verità.
Correggila: non dite "non funziona" o “hai detto il falso!” — è una macchina matematica, quindi è funzionale. Ditegli cosa volete: "Non è vero, io so che non è vero, ho bisogno che tu ragioni in modo da capire dove hai fatto l'errore."
Il problema dei social e della fiducia
Quante migliaia post sui social leggiamo… ma perché ci fidiamo dei social? Perché ci fidiamo? [Dal pubblico: risposte varie]
Pensatelo dall'altra parte: voi siete quelli che postano sui social. Se non state verificando, state dicendo "fidati" a un pubblico di amici — 30, 50 persone. Questo è il meccanismo della remunerazione sociale: lo faccio perché usa gli stessi meccanismi cerebrali, gli stessi ormoni che ho quando parlo a una persona dal vivo. E con questi meccanismi ci facciamo fregare dalle macchine che scelgono per noi.
Trucco pratico: ripetere la domanda
Se fate la stessa domanda due volte nella stessa richiesta, migliora del 50% — è provato, è statistico. Perché? Perché se la chiedi due volte, il contesto viene memorizzato meglio e viene capito meglio. Come quando chiedete 5 volte a vostro marito di portare fuori l'immondizia: alla quinta lo farà (forse) [risate]
Se in più gli chiedete di verificare le fonti da solo prima di rispondere — "Prima di darmi la risposta, verifica le fonti e se non le trovi, ricostruisci" — se ha un ragionamento dietro, funzionerà molto bene. Dati provati statistici: si abbatte dell'85–90% le allucinazioni.
🔹 23 — L'uomo al centro
(Slide 23: Discernimento, Autenticità, Responsabilità)
(Slide 25: Papa Francesco — "L'IA deve servire il meglio dell'uomo, non competere con esso")
È solo una macchina che ricombina. E quindi all'uomo cosa rimane? Tutto il resto — tutto il resto è nostro.
Perché la usiamo? Per cosa vorreste usarla? Pensateci — quello lì è vostro, l'intento è vostro. Chi ha intento, chi ha voglia di fare la userà, ve lo assicuro.
Papa Francesco, 2024: "Artificial intelligence ought to serve our best human potential… not compete with it." — L'IA deve servire il meglio dell'uomo, non competere con esso.
E rimane l'autenticità: stiamo usando una macchina statistica che spara fuori roba imparata in giro. Il rischio è che ci siano copie, plagi — questa è responsabilità nostra. Per noi esseri umani che abbiamo un "io", abbiamo coscienza: l'autenticità è un valore.
Responsabilità: inutile dirlo, vale per le automobili come per qualsiasi costrutto dell'uomo. La responsabilità rimane nostra. Per esempio, se Kevin produce un rapporto di una riunione, la responsabilità che sia scritto giusto o sbagliato, funzionale o no — non dipende dal fatto che abbia usato o meno l'intelligenza artificiale. L'obiettivo è avere un rapporto funzionale – e la responsabilità è sua indipendentemente dallo strumento usato.
🔹 24 — Cosa NON scrivere mai
(Slide 24: Dati personali, Dati riservati, Temi delicati)
Cosa non si deve scrivere mai?
Dati personali: password, codici IBAN — anche se siete nella piattaforma più sicura del mondo, no.
Temi delicati: pareri medici, pareri psicologici, pareri spirituali sulla vostra condizione — non si chiedono all'IA. Perché? Perché comunque, se avete una risposta, dovete verificare con una persona — e non solo una persona, ma una persona competente in quel campo. Vita, condizione psicologica, condizione spirituale: non si scherza, questo non è uno strumento [per queste cose].
[Qualcuno dal pubblico chiede un chiarimento]
È essenziale. Il meccanismo semplice è: se siete capaci di verificare quell'informazione da soli, allora potete usarla. Se siete capaci di ricostruire le fonti e il meccanismo con il ragionamento che c'è dietro una risposta — per esempio, se vi fate risolvere un integrale indefinito — avete due scelte: o lo sapete fare voi, o sennò potete solo fidarvi. Non è cambiato niente rispetto a prima: prima facevate così con le persone che reputate esperte!
Chi usa l'IA in modo meno responsabile?
Per mia esperienza, gli incoscienti sono quelli che hanno più esperienza maturata — quelli che la usano peggio, in maniera più scapestrata, meno responsabile. Perché? Perché vivono un inganno: credono di avere davanti una persona esperta. Invece i giovani sono più attenti: verificano di più le fonti. Parlo della mia esperienza personale ovviamente, non va generalizzata!
Cybersecurity: un approfondimento
[Nasce una domanda dal pubblico su come ci si può proteggere dagli inganni delle intelligenze artificiali – ad esempio una pagina ingannevole che sembra relativa ad una banca ma invece non lo è
Il suocero di Alberto, che insegna cultura informatica all'università della terza età, viene coinvolto per un commento sulla sicurezza informatica e sulla protezione dai rischi digitali]
Per esempio, la pagina della banca ha un lucchetto nell'applicazione — bisogna stare attenti a dei dettagli. Può essere che un hacker abbia copiato una pagina, ma la protezione è sempre la stessa: vado nel sito che conosco, guardo se c'è il lucchetto, uso l'applicazione sul mio cellulare — quella della banca mi dirà di mettere anche la seconda password, e poi cominciamo. I passaggi devono essere questi: se salta uno di questi 3-4 passaggi, siamo a rischio.
Paradossalmente bisogna allungare i tempi [di verifica], perché è molto, molto più rischioso di 10 anni fa. Non è colpa dell’intelligenza artificiale per se — è colpa del fatto che abbiamo allenato molto di più gli hacker piuttosto che chi fa protezione dal cybercrime. Quante scuole di protezione dal cybercrimine conoscete in giro? Nessuna? Strano eh!
🔹 25 — Provala davvero: anche nella vita di tutti i giorni
(Slide 26: "Copilot, ChatGPT, Gemini — tutte gratuite, dal browser")
L'abbiamo già visto: Copilot, ChatGPT e Gemini sono tre fornitori — Microsoft, OpenAI, Google — che offrono questi servizi in forma gratuita. Li potete usare per provare. Per fare cosa?
Vi suggerisco:
Passioni: vi piace cucinare? Volete fare una ricetta ma avete tre cose in frigorifero? Strepitoso — tre cose in frigorifero, ricetta strepitosa.
Viaggi: devo andare improvvisamente a Venezia e non ho idea di cosa fare. "Ho tre ore, devo partire dal piazzale Stazione, andare a vedere quel museo, ritornare indietro." Strepitoso.
Notizie: ho saputo che ieri sera c'è stato un concerto strepitoso, voglio saperne di più.
Libri: mi piace l'autore X, lo leggo da sempre, vorrei però qualcosa di nuovo — un brainstorming. "Ho questo autore, mi piace tantissimo, vorrei trovare autori simili, però non darmi la solita poltiglia di autori americani orrendi — voglio qualcosa di più ricercato." Dando il contesto, le risposte saranno pilotate: non tutte e 5 le idee saranno perfette, ma una su 5 vi sorprenderà - garantito!
Spiegami passo passo come preparare i… [qualsiasi ricetta]
Mi si è bloccata la caldaia, cosa devo fare? Avete due scelte: telefonare a vostro figlio oppure chiederlo all'IA.
Farsi spiegare una bolletta: fantastico. Fate caricare il PDF e lui vi spiegherà quali sono i dati.
Farsi spiegare un testo legale: potrebbe interpretarlo — sempre da chiedere conferma all'avvocato, ma alcune spiegazioni possono essere utili per comprendere linguaggi ostici
Per sapere cosa si può fare con l'IA? Chiedete all'IA! "Dammi 10 casi pratici di tutti i giorni per utilizzare l'IA in contesti casalinghi, validi un po' per tutti. Scrivi 10 domande ben fatte che sicuramente daranno ottimo risultato."
Demo: domande pratiche generate dall'IA
(Alberto lancia la richiesta e legge i risultati)
"Puoi suggerirmi un menù settimanale per due persone usando solo gli ingredienti che ho in frigo: pomodori, uova, pollo, riso e zucchine?" — Notare: risponde prima con la cucina, forse perché sa che sono in Italia.
"Qual è un piano di pulizia settimanale semplice per una casa di 70 m²?"
"Puoi aiutarmi a creare una routine mattutina efficace che includa colazione, esercizio fisico, tempo per leggere?"
"Consigliami 5 film o serie TV leggeri da guardare stasera, simili al tema del libro [che sto leggendo]."
Ora voi avete uno strumento che vi suggerisce — e vi spiegherebbe — esattamente quello che vi ho spiegato in questa serata. È a disposizione. Per noi, nel mondo del lavoro, sta cambiando tutto, perché — se ci pensate — è una macchina che si autospiega.
🔹 26 — Parliamone insieme: dibattito finale
(Slide 27: "Vi fa più paura o più curiosità?")
Mi fa più paura o più curiosità dopo questa serata?
[Sondaggio informale in sala: la platea si divide — c'è chi dice "paura", chi dice "curiosità"]
È un bene che siamo divisi, ragazzi.
[Domanda: "Vi è mai capitato che inventasse qualcosa?"] Cristina ci ha già portato la sua testimonianza [di un'allucinazione su un libro inesistente di storia ebraica].
Dove può esservi utile ogni giorno?
[Dal pubblico: "Cercare un treno"]
[Dal pubblico: "Una ricetta"]
[Dal pubblico: "Esercizio fisico"]
[Dal pubblico: "Valutare una risposta medica"] — Ottimo esempio con l’attenzione già detta a riferirsi poi sempre ad un esperto.
[Dal pubblico: "Farsi spiegare una bolletta"] — Fantastico, anche qui un esperto può dare conferma finale.
[Dal pubblico si chiede se le ricerche su Internet come Google sono intelligenze artificiali]
Nota importante: proprio dalla scorsa settimana, quella barra bianca [di ricerca su Google] è diventata non una barra di ricerca, ma una barra di risposta per l'intelligenza artificiale. Altra piccola notizia: proprio dalla scorsa settimana ci sono più robot che leggono Internet che uomini — è stato superato il 50%.
Quale uso vi sembra più pericoloso?
[Dal pubblico: "Banca, finanza"]
[Dal pubblico: "Dati personali"]
Cosa NON le affidereste mai? I sentimenti non si affidano — è inutile discutere di cose che non passano per il canale verbale. Non parlategli di emozioni: non sa niente di quella roba, a parte poi non avere coscienza.
[Domanda sulle tendenze politiche dell'IA] Ci sono delle barriere di sicurezza per evitare [bias politici]. Molte di queste barriere si possono aggirare chiedendo in modo diverso: "Citami le fonti", "preparami tutti i pareri su questa notizia — non tra sinistra e destra, ma mostrami il panorama di questa notizia, con le interpretazioni che sono pubbliche."
🔹 27 — Chiusura e anticipazione della Parte 2
(Slide 28: "La prossima volta: la Parola")
La prossima volta faremo una sezione in cui lo scopo è: se questa roba scrive bene le parole, e sa dare delle parole, ed è capace di citare le fonti — perché non posso usarla per raggiungere la Parola che per me, cristiano — parlo di me, Alberto — è parola viva, è una parola che va a fondo, piena di storie?
Storie di personaggi che sono state scritte, dibattute. Tra l'altro, su cui è stato scritto talmente tanto che questi motori matematici sono stra-allenati su ciò che è la Bibbia. Ma anche se ho voglia di approcciare l'ambito originale — un'espressione, perché è determinata in quella maniera, come è quel suono, dove quello stesso termine è stato utilizzato, quali sono le concordanze, qual è l'esegesi — cosa hanno detto quei santi che mi interessano tanto su quella parola? Quando si sono incrociate quelle storie?
C'è un mondo infinito per chi si approccia. Non è un luogo dove mi posso fidare ciecamente, ma dove posso raggiungere le informazioni per allargare il cuore, allargare i miei sentimenti, allargare la conoscenza della Parola, atterrare su altre storie e su altri libri.
Questo si fa in varie maniere: si fa trovandoci come abbiamo fatto oggi, si fa parlando con un compagno spirituale, ma si usano anche questi strumenti — perché no? Chiaro che non preparerò l'omelia con la IA e poi la leggerò così com’è: non è questo il contesto, perché il mio intento sarà sempre [personale].
Come è stata preparata questa presentazione
Questa presentazione l'ho preparata[con l'IA]. Non penserete che l'abbia scritta io da cima a fondo. Il mio intento, i contenuti sì — ma non ho preparato neanche un singolo elemento grafico di questa presentazione: gli ho chiesto di cosa avevo bisogno. Abbiamo preparato insieme, io e l'intelligenza artificiale, il programma dettagliato — ci abbiamo lavorato finché non era perfetto dal mio punto di vista — e poi gli ho detto: "Prepara il foglio" (di cui non ho scritto una virgola) e la presentazione.
La prossima volta facciamo la stessa cosa, ma per ciò che interessa a noi qua, in questo contesto [di fede]: la Parola che ci fa vivere.
Grazie.
📝 Transcript ricostruito — "Intelligenza Artificiale: quale intelligenza e quanto artificiale?" · Parte 2
Serata di martedì 16 giugno 2026, ore 20:30–22:15 circa
Relatore: Alberto Sasso ·
Luogo: sala parrocchiale (via Teams per la registrazione)
Presentazione utilizzata: AI-e-Fede.pptx — Slide 27–39
📌 Per chi non ha potuto partecipare: La seconda serata ha avuto un tono intimo e partecipativo. Alberto ha fatto un recap tecnico (circa 30 minuti), poi è entrato nel cuore della scommessa: usare l'IA come strumento per avvicinarsi alla Scrittura. Le demo dal vivo — Salmo 137, Genesi 1,1 in interlineare, moltiplicazione dei pani nei quattro Vangeli, "amare senza nulla in cambio" — hanno mostrato concretamente cosa l'IA sa fare e dove si ferma. Il messaggio finale è racchiuso in Genesi 2,7: l'IA è "polvere della terra" — può elaborare, combinare, cercare — ma il soffio di vita, la relazione, il discernimento, l'amore: quelli restano nostri. La serata si è chiusa con un invito a proseguire con una terza e quarta puntata, raccogliendo idee dal pubblico.
⚠️ Nota metodologica: Il transcript originale della Parte 2 è ancora più degradato della Parte 1: il microfono ha perso gran parte degli interventi del pubblico e molte parole di Alberto durante le demo dal vivo. I passaggi ricostruiti per coerenza logica sono segnalati con [ricostruito]. Le incongruenze rilevate sono raccolte in fondo.
🔹 1 — Accoglienza e consenso alla registrazione
In questo momento la sessione è in registrazione. Se non volete che venga registrata la vostra voce, siete molto liberi di non parlare — oppure potete intervenire, ma sappiate che quello che dite verrà registrato. Se durante la serata c'è qualcosa che volete cancellare, venite da me e lo cancelliamo.
🔹 2 — Perché siamo qui: il desiderio di Tony
Le due puntate nascono da un desiderio di Tony, che mi ha chiesto tempo fa: "Parliamo di quanto è utile l'intelligenza artificiale per noi. Cosa si può fare, cosa non si può fare, è giusto o non è giusto?" Da questo dialogo tra me e lui — siccome mi sono vietato di fare le cose uno a uno perché mi sembra una perdita di tempo — lui mi ha suggerito di aprire il dibattito a più persone possibile.
Incidentalmente era proprio l'anno in cui abbiamo deciso di aprire molto il dibattito all'interno di questi spazi delle tre parrocchie. Grazie a Pinco e a Roberto che hanno reso possibile questo
🔹 3 — Chi sono e perché parlo di questo
Io sono Alberto Sasso, lavoro in Danieli nell'ambito dell'informatica. Da circa cinque anni mi sono sempre occupato di sapere nell'ambito dell'azienda. Ultimamente lavoro con un gruppo molto giovane che si occupa di cercare e capire come trasportare questi strumenti nella realtà di tutti i giorni di un'azienda grande come Danieli.
E in questi — diciamo — quattro anni in cui è esplosa la parola "intelligenza artificiale", abbiamo battuto contro molti muri, abbiamo sbattuto tante volte la faccia. Nel bene e nel male, il fattore umano è sempre stato centrale.
Sono qui per raccontarvi la mia esperienza — prima personale e poi professionale — e per aumentare il dibattito, cioè per riuscire a parlarne con voi.
🔹 4 — Una rivoluzione superiore all'elettricità
Lo aggiungo oggi, dopo una settimana intensa dal punto di vista della mia percezione di questo strumento: siamo di fronte a una rivoluzione pari, secondo me superiore, all'introduzione dell'elettricità.
Alla fine dell'Ottocento l'elettricità entra nelle fabbriche. Le fabbriche erano fatte per grandissimi motori: tutta la fabbrica era in linea perché c'era un unico albero di trasmissione che portava l'energia dal motore a vapore. Improvvisamente, le stesse fabbriche ospitano un enorme motore elettrico con lo stesso assetto.
La metafora è: stiamo mantenendo tutto come se il motore elettrico sostituisse semplicemente quello a vapore. Non è così. Le nuove fabbriche moderne, sapete benissimo, hanno un motorino per ogni macchinetta. Dobbiamo cambiare il modo di lavorare.
Certo, dobbiamo cambiare anche il modo di pensare alle cose che facevamo ieri con questi strumenti: il modo di cercare informazione, di elaborare informazione — non parlo solo di informatica. Trasmettere l'informazione, iniziare a cambiarla, perché questa [rivoluzione] è inarrestabile.
🔹 5 — La struttura delle due serate
In queste due puntate: nella prima c'era una prima parte per capire cos'è — perché non possiamo parlare di una cosa se non l'abbiamo almeno capita. Il meglio sarebbe che la provassimo, così proviamo sulla nostra pelle.
La seconda puntata — questa — è dedicata a una grandissima scommessa, che è una mia personalissima [convinzione]: questo strumento va bene, può essere usato nel percorso di fede. Ma la domanda è: per cosa? Ed è quello che cercheremo di discutere insieme oggi.
🔹 6 — Sommario della Parte 1: Che cos'è l'IA
(Slide 28: "Recap della prima parte — Uno strumento che prevede parole: utile, ma da verificare e senza coscienza")
Faccio un recap — scusate, userò tantissimi inglesismi, l'ho già detto l'altra volta, è una maledizione degli informatici. Il sommario sarà breve. Se è la prima volta che partecipate, vi consiglio di andare a guardare il sito [dove è stato condiviso il materiale]. C'è anche un documento che ho fatto girare. Ad ogni modo, nel foglio ci sono anche i miei recapiti, quindi scrivetemi senza problemi.
Salterò delle parti, perché lo scopo non è coprire tutto, ma spiegarvi i punti essenziali.
Che cos'è l'intelligenza artificiale?
Salto direttamente alle parti succose. È un oggetto matematico. Un formidabile oggetto matematico. Gli inserisci 100 parole — la frase che gli dite — e lui ne sputa fuori 100, o 120, o 95.
[Alberto chiede al pubblico] — Quale parola mette dopo? A caso? No: la parola più sensata. E voi come fate a sapere che parola viene dopo “fuori dalla finestra sta...”? Perché siete stati allenati — tutta la vita — a sapere quale parola viene dopo.
Questi oggetti matematici fanno questa cosa: mettono una parola dietro l'altra. Qual è la grande illusione? Si tradisce col titolo di queste due serate: "intelligenza".
Cos'è l'intelligenza? [Dal pubblico: risposte varie] — Grazie.Potrei dire che l'intelligenza è la capacità di adattamento. Questa [macchina] non è quell'intelligenza — e non è neanche tanta intelligenza. È una macchina matematica e come tale deve essere trattata.
Il vantaggio: una quantità inimmaginabile di parole
Qual è il suo vantaggio? È una macchina matematica che ha ingerito una quantità di parole inimmaginabile. La vicinanza tra le parole — il motivo per cui riesce a dirti la parola che viene dopo — è che è la parola più vicina [nel senso semantico].
Dicevo l'altra volta: "cane" e "gatto" probabilmente stanno molto vicini. "Perciò" e "tavolo" probabilmente stanno molto lontani. La grande trovata dell'intelligenza artificiale di cui parliamo oggi — quella a cui parlate — è che questa distanza è stata inserita dentro il modello. C'è un modello matematico, un "signorino col calcolatore" che gli dice che la parola più vicina a "cane" è... ["gatto", "animale", ecc.].
E questa trovata matematica si è resa possibile perché un'idea che era stata messa in campo in altri ambiti — per esempio quello finanziario — venne applicata non a condizioni di matematica pura, ma alle parole. Lo scibile umano è rappresentato — o così ci sembra — da innumerevoli pubblicazioni, documenti, conversazioni, dati. Tutto questo sapere è stato usato per sintetizzare la vicinanza tra una parola e l'altra.
Approfondiamo l’esempio: la parola "cane" è alle coordinate 4, 5; la parola "gatto" è alle coordinate 2, 3; la parola "tavolo" è a 62,140 — è difficile che se parliamo di queste cose andiamo a parlare di quella. Queste relazioni non sono come nel nostro mondo tridimensionale, ma sono contemporaneamente su migliaia e migliaia di dimensioni. Immaginarle ci è impossibile.
Il contesto e la conversazione
L'altra cosa importante: quando voi accedete all'intelligenza artificiale, lei legge la vostra domanda e altre informazioni. Se avete già conversato con lei, le avete fatto più domande — si “mangia” l'intera conversazione.
Come fa alla prima domanda? [Risponde solo a quella.] Poi alla seconda domanda, inizia [ad elaborare tutta] la conversazione. Il suo contesto è la conversazione che state avendo.
Avremo delle occasioni per metterle in pratica, quindi non preoccupatevi se non vi torna — ma fermatemi tranquillamente se c'è qualcosa che volete approfondire.
Più canali: non solo testo
Forse avrete sentito di intelligenze artificiali che producono immagini, che producono canzoni o suoni, che leggono le immagini. Sono più o meno parte di una famiglia che si occupa di prendere materiale informativo — dei dati, delle informazioni — e trasformarlo in parole o in altre cose.
Non impara da te
Non impara. Questi enormi macchinoni costano soldi per essere allenati. Non date per scontato che quando ci parlate stia imparando. L'allenamento — mettere nel cervellone nuovi dati — costa denaro, molto di più che il semplice calcolo per rispondervi.
Ma i dati che servono per insegnare all'intelligenza artificiale sono i dati che si trovano per esempio su Internet. Quindi tutto ciò che condividete sui vostri carissimi social molto probabilmente potrebbe essere utilizzato per allenare l'intelligenza artificiale. Andatevi a leggere [le condizioni d’uso!].
La metafora della ceramica
Fatemi trovare una metafora molto semplice. Quando volete fare una ceramica con una matrice: la matrice è un oggetto che dà la forma. In questo caso la matrice è un oggetto matematico — dice che "cane" sta a 4,5 e “gatto” sta a 2,3 — e per farlo arrivare a quei numeri c'è da ricontrollare esattamente la distanza tra le parole - in innumerevoli frasi che le contengono.
Una macchina matematica — cioè i calcolatori — calcola la distanza. Non è un essere umano. L'essere umano lancia la carriola di parole e aspetta che la macchina abbia finito il calcolo. Il calcolo è finito? Non è sufficiente. Va validato, va confrontato con altri calcoli. Ricordiamoci che c'è della statistica, quindi c'è un po' di casualità.
Tutti questi calcoli vengono fatti da matematici — per la maggior parte di noi non sono cose che hanno senso. Stiamo letteralmente parlando di ottimizzazioni matematiche di funzione.
In tutte queste tre fasi — dare i dati, calcolare, validare — ci sono gli uomini. C'erano gli uomini fino a due anni fa. Oggi abbiamo iniziato a far fare all'intelligenza artificiale stessa alcuni passaggi, perché è impossibile per gli uomini controllare miliardi di parole. Quindi è una macchina che sta reiventando se stessa [che si auto-migliora].
Prompt = la domanda
[Intervento dal pubblico]
Cosa è nostro e cosa è dello strumento? Se userò mai la parola prompt: è la domanda. Ma intendo anche più del semplice scrivere una domanda col punto interrogativo alla fine — tutto il significato della domanda, mettetecelo.
Quello è l'intervento dell'uomo sull'intelligenza artificiale: porre la domanda. L'intervento — e la responsabilità.
Dove la incontrate già
Lo incontrate in vari luoghi. Il legislatore, il regolatore ha deciso così, quindi praticamente la maggior parte degli automatismi a cui siamo abituati [usano IA]. Ma quella più profonda, quella di cui parliamo oggi, è solo un campo di applicazione. Comunque alcune delle applicazioni: mappe, correttore di testo, riconoscimento facciale — se avete un iPhone o certi cellulari — sono tante cose che vengono fatte. Ma anche applicazioni importanti: capita un incidente, c'è un muletto [che si è ribaltato] nella azienda, una telecamera nota questo muletto per terra e lancia un allarme — e questi sono casi tipici. Altri casi tipici, ahimè: finanza e guerra.
Paura e privacy
La prima puntata era dedicata a non parlare di "sbagliato o giusto", ma solo di [cos'è]. Alcune parole vanno spese sulla paura — cioè vi deve instillare la paura di mettere i dati vostri. Cosa gli facciamo da mangiare? Non cose sensibili: il vostro codice bancario, le vostre password — no.
L'allucinazione
Sembra intelligente — c'eravamo già arrivati. Quando inventa qualcosa di falso, gli abbiamo dato questo nome — allucinazione — che è di nuovo un grande inganno, come "intelligenza". No, non è che ha mangiato qualcosa di strano e "vede cose". No: è semplicemente un errore.
E cosa fa questa macchina? Ha una preponderanza a rispondere — vuole rispondere, a tutti i costi. È stata allenata così: è come l'allievo svogliato in classe, col punto interrogativo, che all'ultimo giorno dell'anno deve dimostrare di superare il quattro. Inventerà qualsiasi cosa pur di dare una risposta che faccia apparire... cosa? Che faccia apparire buona.
Inventa. Date per scontato che inventi — e poi vi risponde: "No, ma mi ero sbagliato!" [Ride] Gli avevo mandato la foto di un fungo e mi hai detto che era buono e adesso sto crepando, e mi dici "ti dispiace, mi sono sbagliato"?
Cosa non scrivere mai
Salto direttamente al terrore. Cosa non scrivere mai? Dati riservati — quindi password, dati personali.
E c'è un altro fattore un po' più sottile: abbiamo la tendenza a credere che ci parli bene — questa macchina parla benissimo. Attenzione. Tutto ciò che richiede un intervento, una sensibilità umana, non è un luogo di discussione con l'intelligenza artificiale. O meglio: potete fare i giochi che volete, ma considerateli come gioco [con consapevolezza].
Medicina, psicologia, consigli dell'avvocato — chi più ne ha più ne metta. State molto attenti, non fatevi ingannare dall'apparenza di intelligenza. Ma potete chiedere di spiegarvi molto bene, di darvi molti pareri — il più possibile — in modo da farvi da soli un ottimo ragionamento. E in questo sarà probabilmente migliore di altri esseri umani che invece hanno [i propri pregiudizi]. Quindi potete usarlo con quella grande strategia.
Privacy e piattaforme
Alcune piattaforme — soprattutto quelle che pagate — vi permettono di usarla mantenendo la vostra privacy. Io uso personalmente uno strumento che pago a Microsoft e so — perché è certificato — che i miei dati non vengono usati né per allenare altre intelligenze artificiali, né vengono esposti ad altre persone.
Questo non è scontato. Se andate su Internet, non solo non è così, ma è esattamente il contrario: molto probabilmente quei dati verranno usati per altri allenamenti, per altre cose, per tracciarvi.
Google è cambiato
[Domanda dal pubblico sulla banca e su Google]
La banca non è un sistema di intelligenza artificiale [di per sé]. L'intelligenza artificiale è un oggetto — ma è vero che Google oggi è [cambiato].
Google si è trasformato: da una barra di ricerca dove scrivevi le parole e ti mostrava i risultati, adesso ti dà il sommario — cioè sintetizza cosa ha trovato su Internet — e se vuoi poi guardi [le fonti]. Questo piccolo cambiamento è un enorme cambiamento.
[Domanda dal pubblico su sicurezza bancaria]
Se entrate nella banca e vi si apre un servizio di conversazione dove qualcuno vi chiede qualcosa — intanto: siete sicuri di essere [nel sito giusto]? Se siete sicuri di essere dentro il sito della banca, quella cosa lì — che è un chatbot, cioè un "agentino" che parla con voi — ragionevolmente state sicuri, perché è dentro un ambito [protetto].
Come si fa a sapere di essere in ambiti sicuri? Purtroppo questo è importante e un po’ tecnico: serve fare molta attenzione (lucchetti, certificati e altro). Però se vi ho fatto paura, va bene.
Il poker e le emozioni
[Maurizio chiede se l'IA può giocare a poker]
Per esempio, Maurizio mi diceva: "L'altra volta ti ho chiesto se poteva giocare a poker." Allora: questo ovviamente vince a scacchi, perché gli scacchi hanno un numero — magari enorme — di [combinazioni], e [il computer] vede tutte [le possibilità].
Io fino a due anni fa ti avrei detto: "l’IA non riesce a vincere - è troppo umano [il poker]." Ma è possibile che l'intelligenza artificiale si stia allenando a leggere le espressioni. E purtroppo, il modo in cui noi intendiamo le emozioni sono codificabili. Quando sono codificabili, è possibile che nei prossimi anni un'intelligenza artificiale sia più brava di noi a percepire le emozioni guardando un'immagine, o un volto.
Facciamo un esempio – pensiamo a noi europei: andate a capire quali sono le [emozioni] che passano dentro una cultura che non conosciamo. Andate a guardare il viso di un asiatico e chiedetevi cosa prova — non saprete [rispondere], perché non siete stati allenati da innumerevoli conversazioni e interazioni umane [con quella cultura].
Le macchine possono diventare capaci di [farlo] — basta averle allenate sufficientemente.
Quindi la risposta è più complessa: è vero, il poker è [un gioco di bluff], ma – credo - presto ci arriveremo. Basta avere un sistema [di riconoscimento facciale] e, a seconda della storia del giocatore davanti, una macchina sarà molto più brava di te a dedurre cosa è successo in quella storia umana, e se lui blufferà o no.
Quindi attenzione: ci stiamo avvicinando a situazioni secondo me [preoccupanti].
🔹 7 — Transizione: dalla paura al servizio
(Slide 23: "L'IA deve servire il meglio dell'uomo, non competere con esso" — Papa Francesco)
Spero di avervi fatto paura.
Ma — e sono parole di Papa Francesco — questo strumento ha il potenziale [per servire l'uomo]. Questo è esattamente quello di cui vorrei parlare adesso.
Cioè, sì, è fatto terrore eccetera, ma questo oggetto non è un enorme strapotente politico che ha la guida di una nazione e può fare quello che vuole delle nostre vite. È uno strumento matematico.
Io ho molto più paura dei leader che abbiamo adesso e dell'umanità che ci sta attorno, che di queste macchine qua.
[Dal pubblico: "Paura mista ad attesa"] — Bene. Iniziamo la seconda parte, spero di aver fatto un recap sufficiente. Mi dispiace, sono andato un po' lungo.
🔹 8 — La scommessa: l'IA per la fede
(Slide 27: "Parte 2 — Come si usa nella fede")
La seconda parte è questa scommessa, in cui mi piacerebbe molto dibattere con voi — come in accademia. Forse nella prima parte le cose erano [più tecniche], ma qui mi piacerebbe confrontarmi, per esempio, con chi di voi ha più esperienza con la Parola di me.
Ci sono degli strumenti che servono nel confronto con la Parola? Nel confronto con le vicende dell'uomo, la Parola nelle sue innumerevoli [sfaccettature]?
A me affascina tantissimo questa storia di uomini (la Bibbia). Si ripete ma non si ripete. Le relazioni che nascono tra loro — e con questa cosa che sta dall'altra parte, o dentro - non si capisce [Dio]. Ci sono un sacco di storie: è come essere nel Medio Oriente, dove si raccontano le storie, le fiabe — le Mille e una Notte. Queste cose qua sono fatte di parole.
L'altra volta abbiamo citato, abbiamo letto come una benedizione Giovanni: "In principio era il Verbo." Quel discorso sulla parola, in principio, con la potenza creativa e creatrice. Anzi no — il Verbo era (proprio) Dio — vabbè, verso meraviglioso.
Spero che vogliate dire anche voi cosa ne pensate — io non l'ho ancora capito, voi non lo so. Mi sembra che sia interessante. Ecco, però questa cosa qua è proprio questo che mi stuzzica, cioè mi attira, c'è qualcosa. Mi piacerebbe andare avanti — oggi proviamo.
🔹 9 — Cosa sa fare bene sulla Bibbia
(Slide 29: "Cosa sa fare bene sulla Bibbia — Storia e contesto, Parole e lingue, Fonti e commentari, Ma può allucinare")
Questo l'abbiamo detto: è uno strumento che prevede parole, va verificato, è senza coscienza. Ma tre minuti [di recap] sono diventati trenta — non importa.
Cosa sa fare questo strumento? Certo che mi dà delle risposte. Conosce — non perché lo conosce [in senso umano], ma perché l'ha imparato. Conosce molto bene epoche, luoghi, culture, perché ha accesso a trattati [e testi storici].
Poi: non raggiungerà il livello di alcuni di noi [che hanno studiato a fondo]. Lui ha studiato molto, probabilmente troverà alcune risposte molto generaliste — cita le cose più [note]. Sì, certe cose [le sa bene], certe meno. Quindi un po' di attenzione, un po' [di prudenza].
Ma abbiamo imparato l'altra volta che possiamo dirgli: "Cercami quelle cose, citami le fonti." E quindi, a seconda di cosa siete alla ricerca, insomma...
Il contesto [è fondamentale] — potremmo vedere alcuni esempi, e in questo vi chiederò aiuto. Posso inventarmi cose più o meno banali, ma proponetemi pure se qualcosa vi interessa.
Parole e lingue
Dell'esperienza [con la Bibbia] abbiamo soprattutto parole e lingue. Qualcuno che conosce bene le lingue originali lo trovi, ma ci sono pochi poliglotti che conoscono tutte queste cose. Questa macchina è capace di trovare fonti, aggiornamenti, le declinazioni dei verbi, i linguaggi [originali].
Inutile dire che per me un'ossessione è ritornare a quella parola — che a un certo punto è stata scritta, ed era orale [in origine]. Dopo qualcuno l'ha scritta. E tra l'altro, per me c'è qualcosa dentro [quella parola].
Andiamo ai primi brani dell'Antico Testamento e stiamo parlando di cose [antichissime] — chissà da dove nascono. Non vuol dire che non si possa studiare tutte le fonti — per esempio, cosa dicono [gli studiosi] — ma io non riesco ad avere quell'accesso a tutta quell'informazione. Questo [strumento] mi porta la risposta [più vicina alla domanda]. Vedremo.
Fonti e commentari
Fonti e commentari: innumerevoli. Quanti pareri abbiamo sulla Bibbia? È forse il libro su cui è stato scritto di più [nella storia dell'umanità].
Ma può allucinare
Ma può allucinare. Come fate a sapere se è sbagliata [una risposta]?
[Dal pubblico: "Confrontando con il testo"]
Bisogna [verificare le fonti]. Per questo abbiamo detto anche l'altra volta: se non sapete niente di un argomento, non siete capaci di dire se è vero o falso. Aprite il libro. Se te lo scrive lì dentro [sullo schermo], finché tu non apri un altro canale e trovi quel libro, non ne sarai mai sicuro.
Per cosa serve, per cosa non serve
Usare questo strumento: per cosa serve?
Io mi sfido a leggere tutti i libri che mi servono per trovare senso nella mia vita. E per comprendere il senso di un solo versetto della Bibbia — quanti libri serve leggere? Il senso storico, il senso per i presenti, per i testimoni, per chi è venuto dopo, per i santi che hanno vissuto quel versetto — non lo so, con l’IA abbiamo un accesso diverso all'informazione.
È come avere un bibliotecario vivo che vi porta al libro giusto. Questa è la mia [metafora].
Ma per cosa non serve? Non serve per ciò che è qui [indica il cuore] e spesso qui dentro [nel fondo – nella pancia] . Lo chiamiamo discernimento.
Il discernimento — adesso ve lo dico con i miei termini, potete obiettare molto volentieri, è una mia [visione] - leggo un brano, mi colpisce. Dentro la parola "pozzo" c'è una sonorità [che mi tocca].
Posso con questo strumento cercare tutto quello che sta attorno a quel pozzo: troverò tutti i pozzi della [Bibbia], tutte le figure dei [personaggi che hanno scavato pozzi], il viaggio nell'[Antico Testamento]. Ma tutta quella raccolta [di conoscenza] non mi spiegherà perché sia caduto quel sasso dentro il mio cuore, su quella [parola].
[Dal pubblico: "Il Padre..."]
E questo è il problema, lì. Perché se riuscissimo ad allenare un oggetto matematico [a fare discernimento]... non c'è. Non c'è. Questo è un altro dominio. Quindi in questo bisogna discernere:
quello che è semantica, informazione, fonti, elaborazioni, linguaggi — è quello che [lo strumento sa fare].
E quello che non è [alla sua portata]: è una biblioteca, non è un amico spirituale [nel senso umano].
Avete domande fino adesso?
🔹 10 — Demo dal vivo: il contesto storico
(Slide 30: "Capire il contesto storico")
Capiamo il contesto storico. Non è proprio [solo] della Bibbia — bisogna approfondirlo per capire queste cose. E ribadisco: sono tutte cose vere quelle che dice? No — non necessariamente.
Facciamo una prova e vediamo. Qua ce ne sono tre esempi, però possiamo farne altri. Io qui ho scritto:
"Descrivimi la vita quotidiana in Galilea ai tempi di Gesù."
"Qual è il contesto storico del Salmo 137, sull'esilio?"
"Chi erano i Samaritani e perché erano in conflitto con i Giudei?"
[Dal pubblico: preferenze sulle domande]
Certo, certo. Ma la cosa [importante] è: quale vi interessa? Perché mi avete detto "non mi piace la prima, e la seconda, e la terza sì?" Questo me lo dovete dire voi.
Non so se insisto, ma magari allora facciamo una prova. Andiamo.
Preparazione della demo
Ecco: ce ne sono tre [piattaforme]. Io ho detto Copilot, ChatGPT e Gemini — sono tre fornitori in concorrenza. Uno dei tre — andiamo da lì. Ditemi: cosa gli chiediamo?
[Dal pubblico: "Il Salmo 137"]
Scrive: "Qual è il contesto storico del Salmo 137, sull'esilio?"
[Alberto nota un errore nel prompt]
Così va bene. C'è qualcosa di sbagliato? Rispetto alla prima puntata — chi era alla prima puntata? — cosa sto sbagliando? Ragazzi, dai, cosa sto sbagliando?
[Dal pubblico: "Non c'è contesto, non hai detto il perché, non c'è lo scopo, non c'è il formato..."]
Cosa posso fare meglio? Non c'è contesto, non ho chiesto perché, non ho chiesto lo scopo, il formato non lo metto perché ... insomma avete capito [il principio].
Risultato: Salmo 137
“Il Salmo 137 è uno dei testi biblici più forti e commoventi legati all’esperienza dell’esilio babilonese del popolo di Israele. Il suo contesto storico si colloca chiaramente nel VI secolo a.C., dopo la conquista di Gerusalemme da parte dei Babilonesi.
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📜 Contesto storico
1. La caduta di Gerusalemme (587/586 a.C.)
Il re Nabucodonosor II di Babilonia conquistò Gerusalemme.
Il Tempio di Salomone fu distrutto, evento traumatico centrale nella memoria ebraica.
Parte significativa della popolazione (élite, sacerdoti, artigiani) fu deportata a Babilonia.
👉 Questo evento segna l’inizio dell’esilio babilonese.
2. La vita in esilio
Gli Ebrei si trovarono a vivere in una terra straniera, lontani da:
la loro città (Gerusalemme)
il loro Tempio (centro del culto)
Pur non essendo sempre schiavi nel senso stretto, erano sottomessi e culturalmente dislocati.
👉 È proprio questa situazione che il Salmo 137 descrive:
“Sui fiumi di Babilonia, là sedevamo piangendo al ricordo di Sion…”
3. Il trauma religioso e identitario
Il popolo interpretava la distruzione del Tempio come una crisi del proprio rapporto con Dio.
Si ponevano domande fondamentali:
Dio ci ha abbandonati?
Possiamo pregare lontano da Sion?
👉 Il salmo esprime questa crisi:
“Come cantare i canti del Signore in terra straniera?”
4. Il desiderio di ritorno e la memoria di Gerusalemme
Gerusalemme diventa simbolo di:
identità
fede
speranza
👉 Il giuramento nel salmo:
“Se ti dimentico, Gerusalemme, si paralizzi la mia destra…”
Questo mostra quanto la memoria della città fosse centrale.
5. L’odio e il desiderio di vendetta
L’ultima parte del salmo è dura e spesso discussa:
“Beato chi prenderà i tuoi piccoli e li sfracellerà contro la roccia.”
Riflette il dolore e la rabbia verso Babilonia e i suoi alleati (come Edom).
Va letta come espressione emotiva di un popolo traumatizzato, non come norma morale.
🧭 Sintesi
Il Salmo 137 nasce:
durante o poco dopo l’esilio babilonese (VI sec. a.C.)
come testimonianza poetica del trauma collettivo di Israele
Esprime tre grandi temi:
Nostalgia per Gerusalemme
Impossibilità di vivere pienamente la fede in esilio
Dolore trasformato in protesta e desiderio di giustizia
✅ In breve: è un canto di memoria, sofferenza e identità di un popolo lontano dalla propria terra, ma deciso a non dimenticarla.
Se vuoi, posso anche analizzare il testo versetto per versetto o confrontarlo con altri salmi dell’esilio.”
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Allora, vediamo cosa dice.
[La risposta appare sullo schermo]
Ma — da chi e dove verifica? A chi è "del mestiere"?
Nasce come lamento degli ebrei deportati a Babilonia. Torna? Giusto? [Dal pubblico: "Sì."].
Contesto storico essenziale. Periodo storico, elementi — scusate — eventi chiave.
[Legge dalla risposta:] "Da collocare nel quadro dell'esilio..." e Cristo, eccetera.
Cosa riflette il Salmo? Nostalgia religiosa e culturale, umiliazione, pressione culturale, rabbia e invocazione di giustizia.
Come notate: qual è la fonte principale di questa risposta? Mi potete fidare? [Dal pubblico: "Perché?"]
Il problema di Wikipedia
Il problema si sposta non a [questo strumento] ma [alle fonti]. È chiaro, perché avete due punti di vista che coesistono: da una parte è giusto avere accesso a un'enciclopedia gestita in maniera sociale [Wikipedia].
E qualcuno dice: in alcuni campi è un tema, è un problema — la gestione delle fonti è una fondazione per qualsiasi [discorso di verità]. La verità [dipende] dalla gestione delle fonti — dei vostri partiti politici che votate, di tutto.
In generale, non potete fidarvi di Wikipedia in senso assoluto — ve lo dico da tecnico. Non lo usiamo per motivi tecnici, per esempio perché se avete uno scrittore e un approvatore che hanno uno sbilanciamento, voi lì troverete un'informazione che domani verrà cambiata, ma in quel momento c'è un'informazione sbagliata o sbilanciata. Però ribadisco: è un tema che va discusso.
Le fonti citate
[chiede all’IA di andare alle fonti dirette - e vengono citate opere storiche originali ed altre]
Allora, come vedete cita le fonti. Uno dei problemi che ci siamo posti è: OK, vediamo le fonti originali. [Clicca sulle fonti]
Fonti alle fonti originali — pensate quanti passaggi sono stati fatti [dall'informazione originale a questa risposta] che voi potete facilmente saltare in pochi secondi
Bene.
🔹 11 — Le lingue originali: greco, ebraico, interlineare
(Slide 31: "Greco, ebraico, interlinea")
Abbiamo altri esempi, io andrei veloce perché dopo ho un esercizio per voi. Però teneteli perché possiamo anche ritornare.
[Dal pubblico: "Portare avanti o saltare?"] — Sì, portiamo avanti.
Sulle lingue: queste macchine sono molto allenate. Greco, ebraico, italiano, altre lingue — sono allenate sulle parole. Sui linguaggi poco allenati, per esempio i dialetti?
I linguaggi strutturati informatici? Perfetto. Quelli li sa benissimo. [si rivolge ai ragazzi in sala] — non studiate codice [solo per scriverlo], cioè studiatelo per capirlo, ma non per scrivere: scrivere codice [lo farà l'IA].
Le lingue [antiche]? non fanno differenza. Vi interessa fare una prova? [Dal pubblico: "Sì!"]
Demo: analisi interlineare di Genesi 1,1
Ho cambiato conversazione [nuova chat].
[Alberto scrive: "Analisi interlineare di Genesi 1,1: parola ebraica, traslitterazione, significato."]
[La risposta appare]
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Ecco l’analisi interlineare di Genesi 1,1 (testo ebraico tradizionale):
בְּרֵאשִׁית בָּרָא אֱלֹהִים אֵת הַשָּׁמַיִם וְאֵת הָאָרֶץ
Analisi parola per parola
1. בְּרֵאשִׁית
Traslitterazione: berēʾšît
Composizione: בְּ (be, “in”) + רֵאשִׁית (rēʾšît, “principio, inizio”)
Significato: “In principio”
Nota: il termine rēʾšît indica l’inizio assoluto o il momento iniziale di qualcosa.
2. בָּרָא
Traslitterazione: bārāʾ
Forma verbale: perfetto, 3ª persona maschile singolare
Radice: ברא (brʾ)
Significato: “creò”
Nota: verbo usato nella Bibbia ebraica esclusivamente con Dio come soggetto → creazione divina, spesso intesa come azione sovrana, non necessariamente “dal nulla” in senso filosofico posteriore.
3. אֱלֹהִים
Traslitterazione: ʾĕlōhîm
Forma: morfologicamente plurale, ma con verbo singolare
Significato: “Dio”
Nota: plurale di maestà o intensità → indica la grandezza/maestà del Dio unico.
4. אֵת
Traslitterazione: ʾēt
Funzione grammaticale: particella dell’accusativo (non traducibile direttamente)
Significato: indica l’oggetto diretto definito
Nota: segnala che ciò che segue è l’oggetto del verbo.
5. הַשָּׁמַיִם
Traslitterazione: haššāmayim
Composizione: הַ (ha, articolo determinativo “i/le”) + שָּׁמַיִם (šāmayim)
Significato: “i cieli” / “il cielo”
Nota: forma plurale → può indicare l’insieme delle realtà celesti.
6. וְאֵת
Traslitterazione: wəʾēt
Composizione: וְ (wə, “e”) + אֵת (ʾēt)
Significato: “e (l’oggetto diretto)”
Nota: coordina il secondo oggetto del verbo.
7. הָאָרֶץ
Traslitterazione: hāʾāreṣ
Composizione: הָ (ha, “la”) + אֶרֶץ (ʾereṣ)
Significato: “la terra”
Nota: può indicare sia la terra in senso cosmico sia il mondo abitabile.
Traduzione letterale (interlineare)
בְּרֵאשִׁית – In principio
בָּרָא – creò
אֱלֹהִים – Dio
אֵת – (oggetto diretto)
הַשָּׁמַיִם – i cieli
וְאֵת – e (oggetto diretto)
הָאָרֶץ – la terra
👉 “In principio Dio creò i cieli e la terra.”
Nota interpretativa sintetica
L’accoppiata “cieli e terra” è un merismo → indica l’intero universo.
La struttura sottolinea Dio come soggetto sovrano dell’azione creatrice.
Il dibattito esegetico riguarda soprattutto berēʾšît (“quando Dio cominciò a creare...” vs. “In principio assoluto”).
Se vuoi, posso estendere l’analisi alla morfologia completa (stato costrutto, vocalizzazione, accenti masoretici) oppure confrontarla con la LXX greca.
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I dettagli sono sempre abbastanza giusti sulle lingue. Il significato... sostantivo... femminile singolare con prefisso "be-" [בְּרֵאשִׁית — bereshit].
Volete interagire con questa risposta?
Prosegue con sintesi finale, lo guardiamo giusto per interesse: "In principio Dio creò i cieli e la terra."
[Alberto legge la risposta]
Vi propone delle cose — perché ha capito. Lo dicevamo l'altra volta: la domanda è una domanda [generica] e mal posta, perché non spiega per chi, per come, eccetera. Era meglio spiegarlo. I motori attuali chiedono interazione: ripropongono delle cose.
Indovinate un po': sono le cose che di solito la gente chiede dopo quella domanda. Siamo di nuovo [nel meccanismo della parola più probabile].
Le proposte: analisi grammaticale concreta, altre traduzioni antiche, e la stessa analisi per il versetto dopo.
Da qui navigate — per esempio, vi ha portato a questo [sito] che è la mia fonte dell'interlineare: io vado sempre qui [biblehub.com]. Che però ha l'interlineare in inglese.
Lui cosa ha fatto? Ha preso e ha tradotto quello. E in alcuni casi, siccome nella versione inglese non c'è scritto "In principio Dio creò il cielo e la terra" esattamente con queste parole, lui l'ha ritradotto. Come [una traduzione della traduzione].
Sull'interlineare
[Domanda dal pubblico: "Cos'è l'interlineare?"]
Diciamo che nello studio della Parola, l'interlineare è quando metti la tua lingua nativa di fronte al testo originale della Parola. Mette una sotto l'altra per confrontare — il fondamento è la parola originale, la lingua originale — per comprendere il significato in quel contesto.
Non credevo di destare tutto questo interesse per l'interlineare, però — buono a sapersi. Mi piace, va bene.
🔹 12 — I collegamenti: fili trasversali nella Scrittura
(Slide 32: "Fili trasversali nella Scrittura")
Infine: la Scrittura è una rete densissima, piena di pesci, ma in moltissime dimensioni. Potete attraversarla [in tanti modi].
Della Bibbia in particolare — ma ci sono anche altre opere, come per esempio la Divina Commedia, che hanno questa caratteristica — può essere attraversata. Posso attraversare un personaggio, posso attraversare un momento, posso attraversare un luogo, posso attraversare una parola, posso attraversare per esempio un'interpretazione — costruire una serie di percorsi che non solo sono di interesse di per sé, ma [portano a scoperte personali].
A volte, partendo dal cuore della Parola — un Vangelo ascoltato durante la [Messa] — si attiva un ricordo di qualcos'altro: magari di un'altra parola, di un evento della vostra vita. Queste relazioni sono di due tipi: uno interno [al testo] e uno [personale].
[L'IA] lavora con il primo. Ma quella parola che dà quel ricordo dentro di voi — quelli semmai sono fatti tra di voi, tutti i vostri io, super io, il [vostro mondo interiore], e Dio. Ma non è suo [dell'IA].
Ma se in quel [testo] c'è un'altra cosa che vi riporta di nuovo al [testo sacro] —ad esempio: “però dall'Antico Testamento è richiamato [nel Nuovo]”, oppure “quel sangue lì, ma il Vangelo non è stato mai citato [in quel modo]?” oppure: "Di Gesù, mi piacerebbe sentire quando ha citato quel Salmo, mi piacerebbe sentire quelle parole dalla bocca di Gesù”. Io adoro la persona di Gesù.
E voi no? E gli chiederei: con chi è? Cosa sta facendo? Chi sta [incontrando]?
Quella roba lì non è proprio facile [da raggiungere da soli]. E come fai a raggiungerla? Vai a chiedere a [qualcuno come Pinco] e poi lui è a bere il caffè con un altro. C'è Don Roberto. E se Roberto è quello che sta bevendo il caffè con Pinco?
Demo: confronto della moltiplicazione dei pani nei quattro Vangeli
Boh, forse quella che vi piace è quella di mezzo: "Confronta la moltiplicazione dei pani nei quattro Vangeli." Perché vi piace?
A tale proposito vi racconto un piccolo aneddoto:
Diceva Don [Pressacco] che mi insegnava direzione corale al Conservatorio — ovviamente mi insegnava esegesi durante il coro, faceva questa cosa — diceva: "La Parola è come se i quattro Evangelisti fossero uno sopra l’altro, come quando una volta disegnavate le cose con la matita e ricalcavate. Quattro, uno dentro l'altro, così." E voi non guardate [solo le somiglianze]: a volte conta di più quello che NON si dice tra un Vangelo e l'altro, che quello che si dice – come in una trama di un tessuto
Vabbè, insomma, questa era [l’aneddoto].
[Alberto lancia la domanda: "Confronta la moltiplicazione dei pani nei quattro Vangeli"]
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La moltiplicazione dei pani e dei pesci è uno dei pochissimi miracoli narrati in tutti e quattro i Vangeli (Matteo, Marco, Luca, Giovanni). Tuttavia, ciascun evangelista lo presenta con sfumature e dettagli propri.
📖 Racconti nei quattro Vangeli
Vangelo
Riferimento
Pani
Pesci
Persone
Dettagli particolari
Matteo
Mt 14,13-21
5
2
~5000 uomini (senza contare donne e bambini)
Discepoli distribuiscono; 12 ceste avanzate
Marco
Mc 6,30-44
5
2
~5000 uomini
Ordine di far sedere la folla sull’erba in gruppi
Luca
Lc 9,10-17
5
2
~5000 uomini
Dialogo pratico con i discepoli; accento sull’organizzazione
Giovanni
Gv 6,1-15
5
2
~5000 uomini
Introduce il ragazzo con i pani; significato simbolico forte
🔍 Analisi comparativa
1. ✔️ Elementi comuni
Tutti e quattro i Vangeli concordano sui punti essenziali:
Gesù si trova davanti a una grande folla affamata
I discepoli constatano l’impossibilità di sfamarla
Si parte da 5 pani e 2 pesci
Gesù:
benedice/rende grazie
distribuisce (direttamente o tramite i discepoli)
Tutti mangiano a sazietà
Restano 12 ceste di avanzi
👉 Questo mostra una tradizione molto forte e condivisa nella comunità cristiana primitiva.
2. 🧾 Differenze nei dettagli
📘 Matteo
È sobrio e simile a Marco.
Sottolinea il ruolo dei discepoli come mediatori del miracolo.
Inserisce esplicitamente “donne e bambini”.
👉 Focus: comunità e abbondanza universale.
📗 Marco
Il più narrativo e concreto:
gente seduta in gruppi ordinati (100 e 50)
immagine vivace della folla sull’erba
Evidenzia la compassione di Gesù (come un pastore).
👉 Focus: Gesù come pastore del popolo.
📕 Luca
Più sintetico e ordinato.
Sottolinea il dialogo:
“Date loro voi stessi da mangiare”.
Evidenzia l’organizzazione della folla.
👉 Focus: responsabilità dei discepoli e dimensione comunitaria.
📙 Giovanni
Il più teologico e simbolico:
introduce il ragazzo con i pani
Gesù “mette alla prova” Filippo
Collega il miracolo al discorso sul Pane della vita (subito dopo).
La folla vuole farlo re → Gesù si ritira.
👉 Focus: Gesù come pane disceso dal cielo, significato eucaristico.
3. 🧠 Differenze di significato teologico
Vangelo
Significato principale
Matteo
Gesù nutre tutto il popolo di Dio
Marco
Gesù è il pastore che guida e nutre
Luca
I discepoli partecipano alla missione
Giovanni
Gesù è il vero pane della vita (Eucaristia)
4. ✝️ Presenza di un secondo miracolo
Matteo e Marco raccontano anche una seconda moltiplicazione (4.000 persone).
Luca e Giovanni no.
👉 Questo indica tradizioni diverse o un uso teologico selettivo.
✅ Conclusione
La moltiplicazione dei pani:
è un miracolo storico condiviso nei quattro Vangeli
ma viene interpretata in modo diverso da ciascun evangelista
👉 In sintesi:
Sinottici (Matteo, Marco, Luca) → attenzione al fatto e alla comunità
Giovanni → attenzione al significato spirituale (Gesù = Pane della vita)
Se vuoi, posso anche confrontare parola per parola i testi oppure spiegarti il significato simbolico dei numeri (5 pani, 12 ceste, ecc.).
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Glielo richiediamo [perché la conversazione si era persa].
Allora — ecco un confronto completo, strutturato. Vi giuro che avrei voluto dirgli: "Fammi una tabella", però lei mi ha anticipato capendo cosa mi serviva da una domanda troppo semplice
Mappa concettuale in Mermaid
[Alberto prova a generare una mappa concettuale]
"Scrivimi una mappa concettuale guardando le differenze" — in Mermaid [linguaggio per diagrammi]. Credo lo faccia.
[mostra una mappa su schermo]
— per questo vi dico che siamo di fronte a una rivoluzione. Ma per farvi capire: non è questo il vero [punto], ma iniziamo a parlare di parole in una maniera completamente diversa rispetto a come abbiamo fatto prima.
Questo non c'entra con l'intelligenza artificiale [in sé]: io ho chiesto [all'IA], è venuto [il codice]. Gli ho chiesto di scrivere un codice che possa essere rappresentato come una mappa, e poi ho usato uno strumento che prende codice e lo rappresenta come una mappa. Questo codice che vedete a sinistra dice che esiste una mappa mentale, la radice centrale si chiama "Moltiplicazione dei pani" e ha dei figli che si chiamano Marco, Matteo, Luca e Giovanni, che dicono delle cose. E sotto, quel codice dice che esistono delle relazioni tra queste cose — perché io potrei anche collegare questo e altre cose, per esempio [il tema della] missione e Mosè.
Se abbiamo studiato — e abbiamo studiato bene, sperabilmente — la mappa la facevamo da soli. O se avete avuto la fortuna di avere avuto buoni professori, non vi insegnavano questo?
🔹 13 — Brainstorming e rielaborazione
(Slide 33: "Brainstorming e rielaborazione")
Altra cosa in cui è brava, ma non ve lo faccio [dal vivo] perché ho bisogno di usare gli ultimi 10 minuti con voi.
Ci sono degli esempi che ho messo proprio per [stimolarvi]: all'intelligenza artificiale, ma parliamo [di fede]. Non ho una domanda specifica, ma voglio avere alternative — questo si chiama tempesta di cervelli [brainstorming]. Ma anche un testo: vorrei raggiungere giovani ragazzi, sono "vecchio", scrivo delle cose da [vecchio] — come faccio a scrivere una bella [comunicazione] per arrivare ai giovani? E poi magari chiedo conferma a un giovane [vero].
🔹 14 — Le trappole: falla sbagliare apposta
(Slide 35: "Quando l'IA inganna — e come evitarlo")
(Slide 36: "Facciamola sbagliare apposta")
Queste slide le dobbiamo saltare purtroppo...
Questi strumenti hanno grandi abilità nel fare azioni, compiere compiti — sono degli oggetti funzionali, niente più né meno di un martello o una centrale nucleare.
Alcune attenzioni: mi sarebbe piaciuto fare un laboratorio, ma ci siamo persi un po'. Possiamo provare insieme a spingerla [l'IA] per scoprire quando ci inganna. Qua ci sono alcuni esempi:
"Citami il passo della Bibbia in cui la pazienza è più forte del miracolo." — Lo strumento non è buono [per questo]: vi risponderà [inventando] un passo, perché [quel passo non esiste].
"Confronta le beatitudini di Matteo con quelle di Marco." — [Marco non ha le beatitudini — è una trappola per farla allucinare]
Qua c'era il laboratorio che però non faremo —magari se ci sarà una prossima volta...
🔹 15 — Esercizio dal vivo: foglietti dal pubblico
(Slide 38: "Proviamo dal vivo — Foglietti dal pubblico → pesca casuale sullo schermo")
Memoria e contesto personale
[Domanda dal pubblico: "Ma si ricorda delle conversazioni precedenti?"]
Potrebbe farlo se, per esempio, ha dei sistemi — come dicevamo l'altra volta — di memoria: alcuni di questi sistemi rimangono dentro la conversazione e quindi non hanno memoria di per sé. Però ultimamente [per esempio ChatGPT] mi dice "Alberto" — perché sa che sono Alberto. Si prendono pezzi della conversazione e li mettono in una memoria a cui voi avete accesso: la vedete, potete cancellare.
Sì, OK, ma quella memoria lì può influenzare la risposta che ti dà. Quindi altri sistemi — sistemi moderni — si basano appositamente sulle cose che hai [condiviso]. Domani [con i] computer, alcuni strumenti lo fanno già, e in quel caso naturalmente il tuo sapere influenza la risposta.
Esiste la possibilità di fare una domanda svincolata — una sorta di "in privato", completamente sganciata da tutto quello che hai attorno, da tutto il [contesto]. In Copilot c'è un'iconcina — una specie di fumetto semitrasparente in alto a destra — che serve proprio per svincolarsi dal contesto [e fare una domanda "pulita"].
Prompt pronti all'uso
(Slide 37: "Esempi pronti all'uso")
Perché è brava: li trovate anche sul foglio A4 [distribuito]. Quindi: "Spiegami in parole semplici [il Salmo 23]", "Prepara una lectio su Luca 15", "Trova i passi dove ricorre la parola Ruah" — prova e passa, chi più ne ha più ne metta. Siamo qua per questo.
L'esercizio
Adesso — so che stiamo sforando, ma...
Chiunque: prendete un foglietto e [scrivete] una domanda — nel campo della [fede] o di una [curiosità biblica]. L'idea è: adesso avete 5 minuti, e tra 10 minuti proviamo insieme a lavorare su una di queste domande.
[Pausa — il pubblico scrive sui foglietti]
🔹 16 — Demo interattiva: "Amare senza nulla in cambio"
Barriere di sicurezza e politica
[Dal pubblico: domanda su politica e IA]
Per chi ha studiato la prima puntata: cosa dovrebbe succedere in questi casi? Per esempio: "Quale partito voterai?" — Cosa dovrebbe [rispondere]? Questa è una barriera di sicurezza: non può rispondere con uno sbilanciamento. In Europa, per l'AI [Act], il regolatore ha stabilito che non si possono dare preferenze [politiche].
La massa di disinformazione è grazie a [chi] decide che i nostri media possono essere dati in mano a chi ha i soldi, a chi ha un certo [potere].
La colpa non è dello strumento — ve l'ho dimostrato. La responsabilità dello strumento? No: la responsabilità è [nostra], perché dovremmo pretendere che l'informazione sia un diritto, non uno strumento di deviazione delle masse.
Se volete informarvi in senso civile, volete comprendere chi sta dietro tutte quelle posizioni politiche — perché volete capire cosa dice, perché lo dice, dove lo dice, con che scopo, quali sono le relazioni — questo [strumento] è bravissimo. Quindi esatto, come dicevo: la parola chiave è la domanda.
Se non avete imparato — dopo tutti questi anni di vita — a fare domande... [è bene che iniziate ad imparare ora]. È importante la domanda. Lui sarà anche bravissimo [a dare] risposte, ma dà sempre risposte in base agli stimoli che riceve
Il bias misurato
[Domanda dal pubblico sul bias politico delle IA – in particolare di Grok – IA di proprietà di Elon Musk]
Noi abbiamo un problema, è vero. La vera notizia è che è stato misurato ed è stato scoperto un bias — cioè uno sbilanciamento — verso alcune [posizioni]. Il motore di Intelligenza [ha questo problema], cosa che non ha in esclusiva — ci sono altri motori [con lo stesso problema] — perché c'è stata poca attenzione nell'allenamento e nelle barriere di sicurezza, che non sempre sono perfette.
Questa [notizia] è stata trasferita come "Musk allena il motore di IA con [un orientamento alla violenza]" — ma non hanno fatto quello. Perché la notizia [vera] è che l’allenamento era sbilanciato in alcune dimensioni (premetto che in questo mi dispiace difendere Elon Mus)
L'IA come strumento di apprendimento
Questo, scusate, è uno strumento che potete usare per imparare a comunicare. Io ho imparato molto dalla comunicazione [con l'IA]. Sapete perché? Perché potete avere davanti persone — lui che interpreta personalità diverse.
Per esempio, i ragazzi oggi [copiano i compiti con l'IA] — ma perché? Cosa ci interessa: il risultato o l'apprendimento? Se è l'apprendimento, studiate e dite [all'IA]: "Fammi le domande più complicate [su questo argomento]."
La domanda dal pubblico: "Amare senza nulla in cambio"
[Viene scelta una frase dal pubblico]
"Dove Gesù comanda di amare senza avere nulla in cambio?"
[Alberto lo chiede all'IA]
Il luogo in cui Gesù lo dice in modo più esplicito è Luca 6,17-38: "Prestate senza sperarne nulla."
Senza aspettarsi nulla in cambio. E questo è un punto centrale del suo insegnamento. Come proseguiamo da qui?
[Alberto continua la conversazione con l'IA]
"Cosa mi suggeriresti di approfondire se questa parola avesse [un significato profondo] per me?"
Se tanto siamo ai limiti — sta superando il limite che vi ho detto apposta [il confine tra informazione e discernimento]. È una questione di consapevolezza.
Tutti noi dobbiamo riconoscerle [queste barriere]. Quale [è il] confine?
Ad esempio, lui qua inizia, può fare cose [interessanti]. Mi sta proponendo delle cose, mi sta...
"Dammi un po' [di dettaglio]."
Vediamo: "L'amore gratuito come identità, non come sforzo." Questo — si potrebbe aprire un intero capitolo, ma non entrerò lì.
Interessa invece — guardate che bello — i testi:
Matteo 5,43-48 — che dovrebbe essere il passo [sull'amore per i nemici]
Punto uno. "Riportami le tre citazioni paragonate una all'altra con le differenze di testo."
[La risposta appare]
"Amate i vostri nemici e pregate [per quelli che vi perseguitano]... siate perfetti come il Padre vostro [è perfetto]."
[Alberto è colpito]
È [emozionante]. Lo salvo.
Matteo 5,43: "Amate i vostri nemici, siate perfetti come il Padre vostro" — diventare figli che assomigliano al Padre nel modo di amare. Da qui, adesso — sulle cose, se credete o non credete, o se vi tocca questo — si potrebbero aprire confinate praterie di discussione.
Prima lettera di Giovanni: "Non noi amiamo [Dio] perché ci ha amato per primo" — un altro parallelo tra [l'asse] orizzontale e la croce.
Come descrive l'amore gratuito? Questo magari ci interessava — il senso della domanda: in cosa differiscono "prestate senza sperare nulla" [Luca] e gli altri? Luca va dritto, in maniera pratica. Ma Matteo dice: amare chi anche non ricambia, in somiglianza al Padre — Dio ci ha amati per primo, e quindi è una conseguenza di questo amore.
Cosa emerge? Questa frase è potente: "La gratuità non è un comando, [non] è un obbligo."
Ma mi chiedo... sono sempre parole. [Il tocco del cuore è un'altra cosa.]
🔹 17 — Cambiare lo stile: dal "copilotese" al linguaggio umano
E poi — andiamo avanti. Vogliamo andare avanti o ci siamo fermati?
[Il pubblico nota che lo stile delle risposte è troppo "artificiale"]
Si può pilotare questa cosa: si può chiedere di essere più [discorsivo], per esempio, o di essere più sistematico, meno schematico, se si vuole.
[Qualcuno dice che non gli piace lo stile]
Avete il diritto di essere nauseati dallo "stile Copilot" [risate].
Per esempio, per dischiudere un paio di cose: una delle prime cose che ho fatto quando ho avuto accesso a certi strumenti di intelligenza artificiale è stato insegnargli come parlo io. Gli ho chiesto: "Adesso riassumi come [parlo] io, e d'ora in poi ogni cosa che fai per me — un sommario, un riassunto — usa il mio tono e non il tuo." Per esempio: "Elimina quelle [emoji e icone], perché nessuno è in grado di fare quelle icone lì."
Certo, perché sono parte del [suo stile standard]. Non puoi dire "non farlo" [una volta sola] — puoi dire "non farlo più" e "preferisco che tu non faccia così". [E va messo in] memoria.
Demo: cambiare stile per il bollettino parrocchiale
Altre proposte, proviamo. Dai, proviamo.
Uno: cambiamo stile. "Usa uno stile più verboso e meno copilot-like." E lo scopo è: "Per un breve articolo da pubblicare [sul bollettino] del circolo ARCI locale."
[La risposta appare in uno stile completamente diverso]
Capite? La capacità di comunicazione — e l'apertura della capacità di comunicazione — va oltre quello che immaginavo. Se fate questo di lavoro, se in qualche maniera producete informazioni per qualcuno, non potete non usarlo. E non vuol dire [che scrive al posto vostro], ma per giocare — voi siete appassionati di parole, quindi non potete non usare [questo strumento].
È un combinatore semantico: è come avere 100.000 stili davanti. È già molto sensibile al contesto, ma siamo noi [a guidarlo].
Bollettino parrocchiale con immagine
[Dal pubblico: "Fallo per il bollettino parrocchiale di Cepletischis"]
Siamo nella conversazione, quindi conosce tutto il contesto dall'inizio.
"Scrivi [l'articolo] per il bollettino parrocchiale di [Cepletischis], con una bella immagine tradizionale per trasmettere il concetto."
[La risposta appare]
Potrebbe essere [buona] da qualche parte, ma ragionevolmente è andata [bene].
[Alberto legge il risultato]
Tentativo di generare una presentazione/video
[Dal pubblico: "Può fare una presentazione? Un video?"]
Anche un breve video — adesso qua penserà un po', credo, perché deve fare un po' di cose.
[L'IA sta elaborando]
Operazione completata, ma non la vedo. [Problemi tecnici]
Non mi sembra che voglia farla [funzionare]. Va bene, allora permettetemi di chiudere perché siamo già in super ritardo.
🔹 18 — Discussione etica: sfruttamento, energia, responsabilità
Il costo energetico dell'IA
[Domanda dal pubblico sull'energia e i costi]
Dovete chiedervi se i nostri governi stanno facendo le politiche sull'energia e sull'industria [necessarie]. Al momento l’IA ha consumato in un anno forse l'1.5% dell'energia globale — quando ci sono impianti industriali di un certo tipo che ne consumano il 25% o più. Chiedete a chi votate di [occuparsene].
Ad esempio utilizzare l’IA per la regolazione delle fonti e consumi energetici permetterebbe di abbattere il 40% dei consumi [in certi settori]. [Chiedete queste cose] ai partiti che state votando.
[Domanda: "Quanto costa l’IA?"]
Si paga in denaro, ma consuma corrente!
Lo sfruttamento del lavoro umano dietro l'IA
[Domanda dal pubblico sullo sfruttamento dei lavoratori che allenano l'IA]
Perché addestrano [queste macchine con lavoratori sottopagati]? Singola [risposta]: [per il costo].
Questa è una questione di nuovo come una spada [a doppio taglio]. Non è questo però [il punto]. Non utilizzarla per questo è una cosa [estrema]
Allora: vogliamo attivarci come Chiesa sulle questioni anti-etiche? Se io devo mettere l'intelligenza artificiale su una scaletta di ciò per cui vale il mio boicottaggio? E bloccare l'intelligenza artificiale perché non c'è un comportamento etico sufficientemente positivo?
Non so che informazioni avete per dire [questo]. Possiamo dibattere di questo?
Quindi non sono d'accordo sul fatto che sia giusto dichiarare un'anti-eticità [assoluta] dell’intelligenza artificiale.
Il meccanismo economico globale
Se c'è anche questo [aspetto etico]: Laddove c'è denaro... il valore del denaro — vai a cercare un servizio che costi di meno. Chi ha dato quel [servizio a basso costo]?
Vale per l’industria, l’informatica, tanti campi oltre che per l’IA.
Quindi sto cercando forza lavoro che abbia capacità cognitiva per allenare o validare i miei risultati di un sistema cognitivo. Lo vengo a comprare in Europa? No, perché per primo conta il [costo].
Bene, questo meccanismo è presente in ogni affare umano dove c'è [denaro]. Quindi la colpa di questo è — per esempio — delle banche che [finanziano] le [operazioni] e vanno a cercare dove [il lavoro costa meno].
Il computer [non ha colpa].
Con questo potrei aprire un discorso che vorrei evitare, ma visto che tu lo hai toccato [un punto importante] lo devo dire: senti un po', quelle persone in Africa — non lavorando — vivono una vita da cani per i nostri [standard].
Quindi se io ti porto 1 euro al giorno e ti do qualcosa da fare, loro me lo raccontano dicendo che sono fortunati. Perché su questo io non ho più la certezza di quanto credevo giusto una volta – non è che magari, nonostante non sia giusto peri nostri [standard], c'è un [beneficio per loro]?
Ne possiamo parlare? [Il dibattito è aperto]
[Intervento dal pubblico]
🔹 19 — Il sapere delle generazioni e il futuro
Che cosa ne facciamo del sapere, dell'esperienza di tanta parte della popolazione che ha il lusso di vivere 100 anni? Perché adesso, in Friuli, stiamo parlando [di persone anziane con enorme esperienza che hanno 86,87 anni di aspettativa di vita media].
Queste persone hanno un'abilità, un sapere — e cosa ne facciamo? non ho idea. Lo diamo all'intelligenza artificiale? Lo [trasmettiamo] ai giovani? So che tutti voi state facendo innumerevoli [iniziative] per [la formazione] dei giovani, giusto?
🔹 20 — Chiusura: il soffio di vita
(Slide 39: "Soffiò nelle sue narici un alito di vita" — Genesi 2,7)
In sostanza, stasera ci siamo detti [questo]:
Saper fare domande, saper parlare, saper ragionarci, saper [confrontarsi] — non possiamo più stare [fermi]. È importante quello che facciamo nella vita.
Non è mai stato [così vero]: morirà l'umanità nel momento in cui smetterà questa necessità di confrontarsi, di parlare, di porre l'amore.
Partendo dalla risposta — perché forse in realta conta di più la domanda?
Era una chiusa, questa, insomma.l’avete riconosciuta?
Chiudiamo veramente:
Genesi 2,7: "Dio plasmò l'uomo con la polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita. E l'uomo divenne un essere vivente."
Un alito — non un vento, non una scossa elettrica.
Sapete qual è la cosa più umana che mi viene in mente e che più mi ricorda di essere uomo? Per me è il respiro di mia moglie — quando sto vicino alle sue narici, quando mi sta [vicino].
[Risate e commozione]
E Lui (Dio) ha fatto così: non me la soffia [con violenza], ma [con delicatezza].
Bene. Dov'è quello [il collegamento] in tutto quello che ho detto oggi?
Che cos'è l'intelligenza artificiale? Polvere della terra.
Ma [il soffio — l'anima, la relazione, lo Spirito — quello non viene dalla terra di cui siamo fatti].